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Amore e odio nel massacro di Novi Ligure: ieri a Matrix, Omar ha chiesto perdono

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Omar Favaro ha chiesto perdono – 17 anni, 97 coltellate, due assassini, due vittime: “Ho pagato il mio conto con la giustizia, ma non finirò mai di pagarlo con me stesso”. Sono passati 10 anni dal delitto di Novi Ligure. Anni che Omar ha passato rinchiuso in una cella, per aver ucciso, insieme alla sua ex fidanzatina Erika, il fratellino e la mamma di lei. Ma dieci anni non bastano, non basta una vita, per dimenticare. Oggi Omar è un uomo di 27 anni. Occhi sinceri, voce che trema, un volto segnato dai terribili ricordi di quel 21 febbraio, un animo fragile accompagnato da un carattere forte che adesso sa domare la bestia, la controlla e la vince. E’ questo l’Omar che si è visto ieri sera a Matrix, nell’intervista esclusiva rilasciata ad Alessio Vinci: non c’era pubblico in studio, ma davanti a milioni di Italiani Omar ha ammesso le proprie colpe, si è preso le sue responsabilità e ha chiesto perdono.

Una nuova vita – “Non sono più quel ragazzo, ora so cosa è giusto e cosa è sbagliato. Mi vergogno. So che gli italiani non potranno mai perdonare quello che ho fatto, ma io chiedo solo di poter ricominciare. Prego ogni giorno e ogni giorno chiedo perdono a Susi e Gianluca. Non dimenticherò mai le loro urla e per questo non smetterò mai di scontare la mia pena“. Omar sa che sarà difficile, ma ha deciso di mettersi in gioco, di provare: vorrebbe una vita normale, un lavoro, una famiglia, e non la redenzione eterna.

Al di là del bene e del male – Video inediti, parole mai ascoltate prima, confessioni sconcertanti sulla fiaba dell’orrore che ha sconvolto l’intero Paese. Lui mosso dall’amore, lei dall’odio. Fa paura, è inquietante immaginare quel che accadde e la ferocia di quel duplice omicidio. Ma noi non siamo stati chiamati a giudicare e quindi è tempo che si spengano i riflettori su questa vicenda: basta con il chiasso, con le domande, le curiosità, basta con il circo. Almeno per rispetto verso coloro che hanno sofferto un dolore infinito e hanno saputo perdonare.

Corinna Trione