Bossi su Bankitalia: Berlusconi si decida a far votare Grilli, il milanese

Bossi è intervenuto nella faida interna al centrodestra, e nella fattispecie, tra il ministro dell’ economia Giulio Tremonti e il presidente del Consiglio Berlusconi, per la nomina del successore di Mario Draghi a Bankitalia. E lo ha fatto per sollecitare il Premier a far cadere la scelta su Grilli, il quale può vantare a suo favore l’origine milanese, che per il leader della Lega Nord, lo rende il più adatto a ricoprire la carica e, in virtù della quale, ha cominciato il pressing a supporto della nomina del suo favorito, in questa disputa che sa di provinciale da lontano. Berlusconi dovrebbe, però, optare per una soluzione di compromesso, proponendo in Cdm tre nomi: i risaputi Saccomanni e Grilli, mentre il terzo dovrebbe essere quello di Domenico Siniscalco, puntando, così, sulla decisione collegiale. La situazione della nomina del successore di Draghi a palazzo Koch, però, non è in via risolutiva, ma sempre più impantanata nel suo immobilismo, simbolo microscopico della situazione di un Paese che vive alla giornata, tra particolarismi e provincialismi.

Il caso Bini Smaghi. A complicare ulteriormente le cose – come se ce ne fosse bisogno- è intervenuto un nuovo attore, Lorenzo Bini Smaghi, economista italiano e membro della Bce, il quale aveva promesso, a giugno di quest’ anno, in cambio di una ragguardevole contropartita, di lasciare la sua poltrona con l’arrivo di Draghi, per accontentare gli appetiti della Francia, preoccupata di non essere più rappresentata a Francoforte. Ora Bini Smaghi sembra aver cambiato idea, secondo le congetture vorrebbe tentare in extremis l’assalto a pallazzo Koch, sfruttando la situazione di stallo. Il nuovo impasse non consentirebbe a Berlusconi di proseguire l’iter per la nomina del successore di Bankitalia oltre che lederebbe delicati rapporti diplomatici e, per tentare di risolvere questa nuova complicazione, si riuniranno oggi a palazzo Grazioli, Berlusconi, Tremonti e il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta.

Francesca D’ ettorre