Melania, il Tribunale dei minori pensa di togliere la patria potestà a Parolisi

Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore del 235° Reggimento Piceno accusato di avere ucciso la moglie Melania Rea, lo scorso 18 aprile nei boschi di Ripe di Civitella (Te), rischierebbe di perdere la patria potestà sulla figlia Vittoria di appena due anni.
L’uomo, che dal giorno in cui è stato rinchiuso in carcere a fine luglio ha sempre reso noto il desiderio di poter riabbracciare la bambina, con la quale ha avuto soltanto dei contatti telefonici, sarebbe al centro dell’attenzione del Tribunale di minori di Napoli che da tempo starebbe valutando la possibilità di nominare un tutore degli interessi della bimba, considerata la particolare situazione giuridica in cui è coinvolto il padre, accusato di essere un uxoricida.

Parla l’avvocato dei Rea – La notizia della possibile revoca della patria potestà giunge quasi in concomitanza con l’impegno da parte dei legali di Parolisi, che da tempo puntano a far ricongiungere quest’ultimo con la figlia. Tuttavia di altro avviso è l’avvocato Mauro Gionni, legale della famiglia Rea, che ha dichiarato: “Quando, a fine giugno, noi abbiamo chiesto l’affidamento temporaneo e provvisorio della piccola Vittoria – spiega l’avvocato Gionni – in quel procedimento si è inserita anche la Procura del Tribunale dei Minori che, formalmente, ha chiesto di revocare la patria potestà e di nominare un curatore speciale per seguire gli interessi di Vittoria. Secondo quanto mi risulta – ha aggiunto Gionni – per la Procura di Teramo, in merito alla richiesta dei legali di Parolisi, nulla osta purché ci sia la decisione del Tribunale dei Minori. La Procura di Teramo non sapeva, però, fino ad oggi e fino alla mia trasmissione di tutti gli atti, che c’era questa richiesta di revoca della patria potesta. A questo punto si dovrebbe valutare se non è il caso di anticipare l’udienza del 2 dicembre”.
Quel giorno, infatti, si discuterà di quale sarà il futuro della piccola Vittoria.

S. O.