Meredith: le polemiche su Alfano, i pareri americani e le provocazioni inglesi

Continua a far discutere la scarcerazione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, dichiarati innocenti nella sentenza del processo di secondo grado per l’omicidio della studentessa Meredith Kercher, avvenuto a Perugia il primo giorno di novembre di quattro anni fa.
Le polemiche seguite alla decisione dei giudici, che di fatto hanno ribaltato quella presa dai colleghi della Corte d’Assise, per i quali i due imputati dovevano essere condannati a pene pari rispettivamente a 26 e 25 anni di carcere, si sono estese anche oltre confine cosicché le cronache nazionali italiane, britanniche e statunitensi si sono ritrovate a discutere della stessa vicenda.

Italia – Nel nostro Paese ad attirare l’attenzione sono state le parole dell’ex ministro della Giustizia Angelino Alfano che, con il pronunciamento della Corte d’Appello, ha trovato l’occasione per sferrare un attacco, l’ennesimo, ai magistrati colpevoli a suo dire di avere carta bianca e di non pagare mai per gli errori commessi.
Un’opinione quella di Alfano che appare viziata inevitabilmente da ragionamenti secondi, dall’intento di continuare un’opera di delegittimazione della Magistratura. E bisogna dire questo perché quello di Alfano, che di certo non può essersi dimenticato come funziona l’ordinamento giuridico in Italia, è un parere che mal cela la consapevolezza che le leggi italiane prevedono tre gradi di giudizio e che in ognuno di essi la sentenza precedente può essere ribaltata.
In poche parole, seguendo l’esempio di Alfano, potremmo iniziare una crociata contro i giudici colpevoli di tenere in carcere per quattro anni due ragazzi innocenti, imputati che, al di là delle prime due sentenze, per il nostro ordinamento sarebbero rimasti innocenti fino a sentenza definitiva.

Stati Uniti – Dall’altra parte dell’oceano, invece, si ragiona sulla sentenza dividendosi tra la gioia di sapere che una loro connazionale si è vista scivolare, almeno per ora, l’accusa di essere una degli autori di un efferato delitto e una riflessione sulla differenza tra gli ordinamenti giuridici dei due paese.
E così se su molti media statunitensi campeggia la foto della Knox in lacrime al suo arrivo, con sotto la scritta ‘Welcome‘, in realtà l’opinione pubblica statunitense si divide. Non tutti si iscrivono al fronte innocentista. Qualcuno critica l’enorme macchina organizzativa e persuasiva messa in piedi in questi anni dalla famiglia Knox e dal suo team di legali con l’obiettivo di fare pressioni per l’assoluzione di Amanda, in un caso per nulla chiarito.
Il Wall Street Journal scrive che l’assoluzione della Knox «lascia molte questioni aperte»; il columnist del New York Times, il premio Pulitzer Timothy Egan, invece, elogia con un ‘Bravo for Italy’, sottolineando come il nostro Paese offre di fatto a tutti i condannati una seconda chance, con la possibilità di essere giudicati in appello da giudici diversi.

Regno Unito – Ma è dalla Gran Bretagna che arriva la reazione che fa più scalpore.
Nel corso del proprio programma mattutino, Matthew Wright, presentatore dell’emittente Channel 5, ha lanciato un sondaggio provocazione: “Dunque Amanda Knox è stata assolta dall’omicidio della studentessa britannica Meredith Kercher. È del tutto innocente. Ma è anche indiscutibilmente in forma e ama il sesso selvaggio. O per lo meno lo amava. Se foste un ragazzo e la incontraste in un bar e lei vi dovesse invitare ad andare in stanza con lei, voi ci andreste? Sono serio. Ci andreste o qualcosa nel vostro cervello vi inviterebbe a pensarci sopra due volte”.
Wright ha cercato in seguito di placare le polemiche dichiarando: “Ho pensato che fosse interessante scoprire se il fango resta oppure è possibile per una giovane donna, del tutto innocente, condurre una vita normale“.

Simone Olivelli