Meredith: fino a un milione di dollari per un’intervista di Amanda

«Non credo che il caso verrà riaperto»: è quanto ha dichiarato da Seattle l’avvocato della famiglia di Amanda Knox. «L’incubo non è completamente finito», ha detto il legale Theodore Simon in un’intervista alla Cnn, ricordando come in Italia ci sia il rischio di un altro grado di appello. « Ma siamo fiduciosi – ha aggiunto – e non crediamo che il caso venga riaperto».

Amanda di nuovo a casa – Amanda è tornata a casa: ad attenderla, davanti all’ingresso della sua abitazione, un grande cartello di benvenuto, «Welcome Home». «È stata incredibilmente bene», ha affermato l’avvocato della Knox, «Era felice, ha giocato gran parte del tempo col suo cugino più piccolo», sottolineando che la ragazza ha preferito passare la sua prima giornata da donna libera circondata dall’affetto dei suoi familiari, che durante tutti i quattro anni di detenzione, non l’hanno mai lasciata sola. Durante il ritorno a Seattle, Amanda ha dovuto fare i conti con i giornalisti che l’attendevano già sul volo in partenza da Roma per accaparrarsi la prima intervista: nove inviati di emittenti televisive che avevano prenotato un posto sul suo stesso aereo nella speranza di avvicinarla, ma che sono stati tenuti a bada dai membri dell’equipaggio. Un assitente di volo si è piazzato davanti alla scaletta che porta alla business class, dove era accomodata la famiglia Knox, e ha impedito loro l’accesso, «per proteggere la privacy» di Amanda, ha spiegato senza ammettere repliche. «Vi posso garantire che non riuscirete a trovarla», ha detto ai giornalisti il padre di Amanda, pregandoli di rispettare la privacy della figlia e garantirle un po’ di tranquillità. Ed il suo appello è andato a buon fine, tanto che, in un comunicato, il direttore editoriale del gruppo Komo, che comprende tre stazioni televisive e un’emittente radio, ha informato Curt Knox che, «a partire da subito», i suoi giornalisti e le sue equipe televisive si ritirano da West Seattle, dove ci sono le tre abitazioni della famiglia Knox. «Capiamo che è di importanza vitale che Amanda e la sua famiglia abbiano tempo per stare insieme senza distrazioni esterne. Quando Amanda sarà pronta per parlare con la stampa di Seattle, le (nostre) quattro stazioni saranno desiderose di agire in pool per facilitarla», ha scritto il direttore Bob Throndsen, aggiungendo di «sperare che la famiglia consideri la nostra richiesta».

Un grande business per Amanda – E mentre alcuni ingenui giornalisti sperano di poter carpire qualche breve dichiarazione della ragazza, intorno all’immagine di Amanda sta nascendo un vero e proprio giro d’affari. La sua prima intervista televisiva potrebbe rendere tra i 500mila ed il milione di dollari, ha affermato al Seattle Times Bruce Merrin, un pubblicitario di Las Vegas, anche se c’è chi parla di cifre ancora più alte, come nel caso della critica letteraria Sarah Weinman, che indica compensi che «devono partire da sette cifre». Ed ancora, partecipazione a conferenze da 60 mila dollari l’una ed il progetto di un libro: questa detenzione, giusta o ingiusta che sia stata, profetizza per Amanda un vero e proprio business, a gestire il quale, a quanto sembra, sarà Dave Marriot, agente pubblicitario, portavoce della famiglia Knox negli ultimi quattro anni. A quanto si apprende, già sono tantissime le mail inviate all’agente per richiedere un’intervista di Amanda, anche se sembra che l’uomo non le abbia ancora lette. «Ora il focus è sul benessere di Amanda», ha detto, d’altronde, Curt Knox, suo padre, tutto il resto può aspettare. Meno i debiti contratti dalla famiglia per pagare le spese legali alla figlia che, a quanto pare, sarebbero piuttosto ingenti. Ma, se come si afferma da più parti, anche David Letterman è in lista d’attesa per un’intervista, è fuori di dubbio che quei pagamenti non resteranno insoluti ancora per molto.

Francesca Theodosiu