Milano: lo smog che copre la città, storia di inefficienza cittadina

Sono ormai 13 giorni da quando i livelli delle polveri nell’aria di Milano superano le soglie di attenzione: la giunta inizia a lanciare le contromisure.

C0me ormai è noto a tutti Milano soffre da anni di sbalzi di inquinamento dell’aria, ma questo settembre, che ha fatto parlare di se per il clima più caldo dell’ultimo secolo, fa ancora parlare ma stavolta del più sgradevole inquinamento. La città visto il clima particolarmente caldo e senza vento è diventata una bolla di smog. Si pensi inoltre che non sono ancora partiti i riscaldamenti delle abitazioni. Come già deciso in precedenza, al sopraggiungere del 12° giorno, la giunta ha iniziato ad applicare un piano di salvaguardia, che però non sembrerebbe altro che quello già applicato in precedenza dalla giunta Moratti.

Il blocco che da oggi entra in vigore, riguarda circa 150.000 veicoli circolanti in Milano che non soddisfano le norme di euro 3,4,5 per i diesel e euro 1 per le benzina, mentre per i veicoli leggeri quali motorini, quadricicli e similari, il blocco ferma fino agli euro 1  2 tempi e euro 0 e 1 a gasolio. Domenica ci sarà il blocco del traffico dalle ore 08 alle 18 su tutto il territorio comunale.

Anche oggi pomeriggio la situazione del traffico in zona san Siro e uscita Certosa era paradossale: la coda per l’autostrada iniziava dall’ippodromo, dal viale della fiera, da viale Scarampo, insomma un serpentone infinito e fermo, forse dovuto a qualche incidente. Spesso l’inquinamento oltre che al numero di autovetture è dovuto anche al fatto che le strade non sono idonee e bloccano la circolazione. Ad esempio le nuove rotonde, utilissime per smaltire il traffico, sono costruite con il centro troppo grosso e le auto non riescono a passare su 2 corsie contemporaneamente, così che la rotonda diventa un blocco e non una facilitazione. Inoltre dalla zona nord-ovest sono stati tolti i rientri delle fermate dei bus, così che le auto debbano fermarsi di continuo e aspettare i tempi bibblici degli autobus. Per non parlare della raccolta della spazzatura che viene ormai effettuata dalla 07.30 in poi, orario in cui tutti sono in auto per recarsi al lavoro. Tir, camion enormi e furgoni vecchissimi super inquinanti fanno poi a corona di questa inefficienza cittadina.

La giunta non ha applicato piani più restrittivi, di contro la città che è al collasso da mesi, sia per i lavori dei nuovi metro, sia per le nuove opere edilizie ed infine per la diminuzione dei parcheggi, non sembra avere prospettive di miglioramento con il solo inasprimento delle norme sulla circolazione. Il governo e la giunta dovrebbero forse ricordare che sono loro a promuovere l’acquisto di auto e che i mezzi sono già al collasso. Per percorrere dall’interland alcune tratte entrando in città ci vogliono fino a 2 ore di viaggio, con carrozze o vetture strapiene.  Gli enti pubblici dovrebbero promuovere nuove tipi di veicoli, ad esempio quelli elettrici e proporre a chi non ha problemi di spostamenti, quali figli neonati o di pochi anni, viabilità alternative.

Inutile punire sempre o togliere per qualche giorno i mezzi  creando disagi, bisogna preoccuparsi di piani a lungo termine e risolvere i problemi degli ingorghi, sempre più frequenti. Servono strade più veloci, cavalcavia e sottopassi, parcheggi sotterranei per lasciare l’auto e servirsi dei mezzi. Servono persone che testino i percorsi e non che disegnino la città su carta per poi abbandonarla a se stessa.

IT