MotoGP, piccola frattura per Rossi. Hayden testa la Gp12

MotoGP, Rossi fratturato – Il dolore era arrivato già poco dopo rientrato al box, con il Gp del Giappone tristemente terminato alla seconda curva causa sfortunato doppio contatto con le Yamaha ufficiali. Tornando in Italia però la situazione non è migliorata.  Il fastidio si à fatto sempre più forte ed il gonfiore alla mano sinistra ha consigliato un controllo approfondito. E infatti la radiografia di martedì ha scovato un’infrazione all’altezza dell’artrodesi della prima e della seconda falange del mignolo. Una piccola frattura per Valentino Rossi, non certamente di grave entità ma perfetta per complicare la già non facile chiusura di questa stagione 2011. L’italiano sarà certamente presente all’appuntamento di Phillip Island tra meno di quindici giorni, sperando di non dover passare in clinica mobile a chiedere antidolorifici.

Hayden sulla mille – Tocca quindi ad Hayden prendere per un attimo le redini dello sviluppo, tornando in Europa dopo appena due giorni di casa (ed una maratona di viaggi aerei) per salire proprio oggi sopra la sempre più attesa Gp12. La Ducati ha deciso di sfruttare l’ottavo ed ultimo giorno di test disponibili, raccogliendo pareri ed informazione anche da Nicky dopo la sessione di prove segretissime con il nove volte campione del mondo. Il luogo è sempre Jerez de la Frontera così come sarà uguale anche la moto, priva del concetto di motore portante ed allestita con un telaio in alluminio (da capire se deltabox o meno). Il vero lavoro e speranze si trovano dentro questo progetto, basilare per Borgo Panigale visto l’ormai conclamato bisogno di rivoluzione. L’attuale Gp11, in tutte le sue evoluzioni proposte, non riesce a tenere il passo delle giapponesi.

Non solo alluminio – Sembra che questa moto abbia raggiunto il limite del proprio potenziale”  Ha detto proprio Hayden in una intervista rilasciata a Motorcycle USAStiamo ovviamente provando qualche cosa e sappiamo di dover fare un cambiamento significativo perché siamo molto lontani dagli altri” Questo passo in avanti però non deve per forza essere collegato con l’introduzione dell’alluminio al posto del carbonio, strada portata in avanti da Rossi e gli uomini del suo box: “Non penso che sia un problema di materiali, quanto di rigidità e flessibilità. Il carbonio si può ammorbidire o irrigidire, quindi non penso sia questo il problema. Io stesso ho provato molti forcelloni sia in alluminio che in fibra di carbonio, e in entrambi i casi è possibile farli rispondere come si vuole” Quindi la soluzione è molto più difficile e nascosta. Un bel grattacapo per gli uomini in rosso, mentre i delicati test collettivi di Valencia si avvicinano.

Riccardo Cangini