F1, Giappone: libere a Button ma le Red Bull fanno paura

F1, Button davanti – Tutti sanno che Suzuka è una delle piste preferite della Red Bull. Curvoni veloci ad alto carico aerodinamico, poche brusche frenate e velocità media molto alta. Caratteristiche perfette per le creazioni di Adrian Newey, sempre velocissime ed imprendibile oramai dal 2009. La coppia Vettel-Webber punta ad una doppietta, così da festeggiare nel miglior modo possibile il secondo titolo iridato consecutivo, ma gli avversari (in primis Mclaren) sono pronti a dare vera battaglia. Jenson Button, ancora più sorridente dopo il rinnovo con Woking, riesce a piazzarsi in testa alla classifica mostrando un ottimo pacchetto in termini di giro singolo. La Mp4/26 ha un comportamento lineare e non troppo brusco tutto a favore del feeling uomo-macchina, instauratosi in davvero breve tempo.

Ferrari spera – Più arretrato Lewis Hamilton, ottavo ad un secondo dal collega di box, ancora alla ricerca di equilibrio interno dopo i tanti errori (e critiche) delle settimane passate. Dietro al leader troviamo la Ferrari di Fernando Alonso, distante solo due decimi dalla vetta e in grado di dare sensazioni incoraggianti ai tecnici: “Oggi sembra che siamo andati meglio” spiega Alonso: “...ma è soltanto venerdì. Le sensazioni odierne sono un pochino più incoraggianti rispetto alla gara precedente. Speriamo di poter lottare con Mclaren e Red Bull anche se non sarà facile” Cauto ottimismo confermato dal quinto tempo di Felipe Massa, partito molto lentamente per poi recuperare posizioni man mano che la sessione avanzava. Il brasiliano precede un buon Michael Schumacher sesto ma è dietro al duo Red Bull, in grado di incutere già timore.

Potere Red Bull – Le monoposto blu si sono concentrate sui long run, segnando una serie di giri incredibilmente veloci e di tutt’altra qualità rispetto alle altre scuderia. Un passo gara micidiale ed un terzo e quarto tempo arrivati senza dare troppa importanza al cronometro. Vettel è sempre davanti al team-mate Webber nonostante un incidente alla curva otto verso la fine del primo turno. Il tedesco è arrivato lungo, perdendo subito il controllo della Rb7 ed impattando contro le protezioni. Un classico errore figlio della distrazione: “Non è stato un grande errore, ma devo ammettere che in quel momento probabilmente non ero concentrato al 100% e devo evitare queste situazioni” Confessa il prossimo bi-campione del mondo. Infine prestazione incoraggianti della Toro Rosso, comodamente dentro la Top Ten subito dopo i big della serie. Domani però l’asticella si alzerà ancora di più. Per tutti.

Riccardo Cangini