George Clooney chiamato a difesa di Berlusconi : “Ma non ho partecipato al bunga bunga!”

George Clooney e Bunga Bunga – Chi l’avrebbe detto che nello scandalo escort a Palazzo Grazioli, nel pieno del tam tam del bunga bunga, sarebbe apparso anche lui, il bel tenebroso George Clooney chiamato a difesa degli avvocati del Premier Silvio Berlusconi per aver partecipato a una serata insieme al presidente del consiglio? Ebbene, lo ha confessato lui stesso in una intervista video sul Time in cui George tra il serio e il faceto ammette: “Non ho partecipato al bunga bunga party!.Ho passato una serata con Berlusconi. E’ stata una serata tra le più stupefacenti della mia vita“.

Non spiega i particolari ma ci fa capire molto sulla vicenda: “Voleva che testimoniassi in sua difesa. Ho chiamato i suoi e ho detto: Vengo se volete, perché non ero alla festa dove si diceva che fossi. Non ero al bunga bunga party, ma ero a un’altra festa“. Impegnato da tempo nella raccolta fondi della guerra civile in Sudan, Clooney ammette che era a Roma proprio per quello scopo anche se il suo obiettivo, in Italia pare non sia stato perseguito affatto, “non c’è stato tempo”, come ammette l’attore. “Ero andato a parlare di Darfur. Avevo studiato bene la situazione, ero andato a dire che ci servivano tre elicotteri. Ed è stata una conversazione stupefacente. Mi ha fatto vedere la sua stanza da letto e il letto che Putin gli aveva regalato. Si potrebbero farci talmente tante barzellette, ma non c’è tempo“.E l’incontro col nostro premier si è concluso in questo modo secondo i racconti di Clooney (che nella foto appare insieme al Premier e a Sonia Began): “E’ stata una conversazione molto interessante, per dire il meno. Ed è diventata una serata molto diversa da quello che chiunque poteva immaginarsi. Io dicevo: ‘Guardi, devo andare’. E lui: ‘Ma no, è una festa!’ E io: ‘No, guardi, devo andare per davvero“. E così se n’è andato, da quanto fa presupporre, “a gambe levate”.

Alessia Onorati