Melania Rea, nuova foto al vaglio degli inquirenti

Una foto, che potrebbe rivelarsi utile al fine delle indagini sull’omicidio di Melania Rea,è stata consegnata pochi giorni fa dalla trasmissione “Chi l’ha visto” agli inquirenti di Teramo e da questi messa agli atti. Lo scatto ritrae due soldatesse della Caserma ‘Clementi’ di Ascoli Piceno, mentre, “scherzosamente” simulano quello che viene comunemente definito “l’assalto alla sentinella”, la tecnica militare di cui si è ampiamente letto nei mesi scorsi su tutti i giornali, poiché si ipotizzava che potesse essere stata utilizzata dall’assassino per bloccare ed uccidere Melania. Questa fotografia, nella quale i volti delle due ragazze sono stati volutamente oscurati dalla redazione della trasmissione, poiché, come sottolinea la conduttrice Federica Sciarelli, probabilmente non c’entrano con l’omicidio, sposta nuovamente l’attenzione all’ambito militare e stimola l’immaginazione sulle possibili implicazioni nel giallo da parte di esponenti dell’esercito.

Dubbi sulla dinamica – Eppure, entrambe le Procure che si sono occupate dell’inchiesta, quella di Ascoli prima e quella di Teramo poi, hanno individuato come unico possibile assassino di Melania, il marito Salvatore Parolisi, attualmente detenuto nel carcere di Castrogno. Ma è possibile che Salvatore abbia agito da solo, incurante di aver lasciato in auto la figlioletta di pochi mesi che stava dormendo? E, soprattutto, cosa avrebbe dato a Salvatore la certezza che in quel luogo, frequentato abitualmente da militari impegnati nelle esercitazioni, nessuno potesse vederlo mentre uccideva sua moglie? Queste, oltre agli interrogativi sulla fase del depistaggio, sono le domande che maggiormente insinuano dubbi sulla dinamica dell’omicidio e lasciano supporre, nonostante la mancanza di indizi, che qualcun altro possa essere implicato nell’assassinio di Melania.

Movente nel mondo militare? – La foto mostrata dalla Sciarelli, però, è stata, evidentemente ritenuta rilevante dagli inquirenti, tanto da indurli a metterla agli atti. E’ possibile che gli investigatori stiano rivalutando la possibilità che il mondo militare c’entri in qualche modo con l’omicidio di Melania Rea? Non fosse altro per definire meglio i contorni del movente, la ragione che avrebbe spinto il caporalmaggiore ad uccidere sua moglie, laddove la pista passionale, risulta essere un po’ debole. L’ipotesi che Parolisi abbia commesso l’omicidio per trascorrere serenamente il resto della vita insieme ad un’altra donna, infatti, convince poco, soprattutto alla luce del fatto che l’uomo sarebbe stato così poco furbo, da seminare gli indizi che lo inchiodano un po’ ovunque.

Francesca Theodosiu