Melania, il dubbio del Tribunale dei minori: Vittoria ha visto il padre uccidere

L’ipotesi avanzata dal Tribunale dei minori di Napoli è agghiacciante, anche se, a voler riflettere su ciò che è stato già sostenuto a loro tempo dai gip di Ascoli, prima, e Teramo, dopo, si tratterebbe di una possibilità non remota. Se a uccidere Melania Rea è stato davvero il marito Salvatore Parolisi, allora l’intera scena potrebbe aver avuto uno spettatore drammaticamente coinvolto nella storia: la figlia Vittoria che, all’epoca dei fatti (il 18 aprile scorso, ndr), aveva appena diciotto mesi.
Questa è una delle motivazioni con cui si sarebbe pensato alla possibilità di revocare la patria potestà della piccola all’unico indagato per l’omicidio della ventinovenne di Somma Vesuviana, trovata cadavere il 20 aprile a Ripe di Civitella, quarantotto ore dopo dalla denuncia della sua scomparsa.

Occhi che parlano – Da più di cinque mesi Vittoria, che ha compiuto due anni, vive con i nonni materni che sperano di ottenere ufficialmente l’affidamento della nipote, a dispetto del desiderio di Parolisi di riabbracciare la bambina.
A tal proposito, molto probabilmente bisognerà attendere il prossimo 2 dicembre per saperne di più sugli sviluppi legali della vicenda. Per adesso non rimane altro che sperare che quanto ipotizzato dal Tribunale dei minori sia soltanto una macabra fantasia, senza alcun riscontro nella realtà dei fatti: “La condotta di Parolisi è altamente pregiudizievole per la salvaguardia della bambina. Il caporalmaggiore Salvatore Parolisi potrebbe avere compiuto l’omicidio della moglie in presenza della figlia“, si legge nella nota con cui la Procura il 22 luglio scorso ha inoltrato la richiesta di revoca della patria potestà.

S. O.