Nuovo allarme di Draghi: Servono riforme strutturali. Puntare sui giovani

Roma – Nuovo intervento del Governatore sulla crisi Italiana: “Occorrono riforme strutturali e bisogna ridurre la segmentazione del mercato del lavoro, estendendo anche la copertura degli istituti assicurativi“. Poi indica l’obiettivo: “Puntare sui giovani”.

L’allarme di Draghi – Il Governatore torna a chiedere al governo riforme strutturali per “uscire dalla stagnazione riavviando lo sviluppo”, perché lo sviluppo del paese è una “priorità assoluta”.
Nella crescita del paese inoltre, secondo Draghi, un ruolo chiave risiede proprio nelle nuove generazioni. “La crescita economica non può fare a meno dei giovani nè i giovani della crescita e la valorizzazione dei giovani è una condizione necessaria allo sviluppo di un’economia moderna. La bassa crescita dell’Italia degli ultimi anni è anche riflesso delle sempre più scarse opportunità offerte alle giovani generazioni“.
Ma non solo, occorre, infatti, intervenire anche sull’occupazione: “la struttura dell’occupazione e gli strumenti di sostegno esistenti tendono a favorire le persone meno giovani o già occupate perdita di posti di lavoro tra le persone con responsabilità familiari è stata frenata dalla minor incidenza di contratti di lavoro atipici e dall’ampio ricorso alla Cassa integrazione. La caduta dell’occupazione ha invece interessato in prevalenza i figli conviventi e quindi i nuclei familiari plurireddito“.

Famiglie più povere –  Draghi ha sottolineato come la crisi abbia influito e non poco sul reddito delle famiglie: “La caduta dell’occupazione ha interessato in prevalenza i figli conviventi e quindi i nuclei familiari plurireddito. Secondo stime di Bankitalia tra il 2007 e il 2010 il reddito equivalente, ovvero corretto per tenere conto della diversa composizione familiare, sarebbe diminuito in media dell’1,5%. Il calo sarebbe stato più forte, oltre il 3%, tra i nuclei con capofamiglia di età compresa tra i 40 e i 64 anni, proprio per le minori entrate degli altri componenti. All’opposto, sarebbe aumentato il reddito dei nuclei con capofamiglia di 65 e più anni.
Nel complesso la condizione di povertà economica delle famiglie con figli si è aggravata
“.

Il mercato del lavoro e le nuove aziende – Draghi inoltre ha consigliato le possibili linee di intervento che riguardano soprattutto la segmentazione del mercato del lavoro e l’opportunità di aprire nuove aziende.
 “Occorre ridurre il grado di segmentazione del mercato del lavoro, oggi diviso in settori protetti e non protetti, intervenendo sulla regolamentazione delle diverse tipologie contrattuali. E’ anche necessario favorire i processi di riallocazione dei lavoratori tra imprese e settori per cogliere più prontamente le opportunità di crescita sui mercati globali” ed è “indispensabile proseguire nell’azione di riforma del settore dell’istruzione per incrementare lo stock di capitale umano, oggi inferiore in quantità e qualità rispetto ai paesi con cui competiamo sui mercati“.
Non solo, “occorre rimuovere gli ostacoli all’attività economica riducendo i costi di apertura e di gestione delle nuove imprese promuovono anzitutto la partecipazione economica delle nuove generazioni. Bisogna allentare le difficoltà di accesso al capitale di rischio, promuovendo lo sviluppo delle attività di venture capital significa in primo luogo aiutare la nascita e sostenere l’espansione delle imprese giovani a più alto potenziale innovativo. E infine occorre ridurre la segmentazione del mercato del lavoro consentendo di riequilibrare le opportunità occupazionali e le prospettive di reddito, oggi fortemente sbilanciate a favore delle generazioni più anziane“.