Decreto sviluppo: Opposizione contro il condono. Palazzo Chigi smentisce

Roma – Il governo prepara il Decreto Sviluppo, ma è caos sulla possibilità di inserire un condono su evasione e abusivismo: “Ipotesi sul tappeto, non va escluso a priori“. Opposizione: “Eversione democratica“.

Condono sì, condono no – L’ipotesi di inserire un maxi condono all’interno del decreto sviluppo fa scattare la protesta dell’opposizione. Ma poi nel pomeriggio di ieri Palazzo Chigi ha smentito: “Il governo non ha preso e non prende in considerazione ipotesi di condono. Indiscrezioni del genere a riguardo sono prive di fondamento e vengono escluse nel modo più totale“.
La protesta è iniziata quando alcuni membri del governo hanno considerato un nuovo possibile condono come un intervento da “non escludere a priori”.
Ma subito dopo sono arrivate le smentite. Il ministro degli Esteri ha definito un nuovo condono “una possibilità che non è mai stata materia di discussione nelle nostre riflessioni e negli incontri recenti“, mentre Maurizio Gasparri taglia corto: “Possiamo considerare tutte le misure, che possono essere fiscali, di condono, di vendita di immobili, se sono collegate a un’operazione storica di riduzione del debito e non iniziative spot, anticipa quest’ultimo.

Berlusconi: Ci si può ragionare – Quello che è sicuro, è che il condono non è affatto escluso dalle possibilità. A ricordarlo è lo stesso Berlusconi: “Su questa cosa ci si può ragionare. C’è tanta gente che si sente perseguitata da Equitalia, che ha ricevuto cartelle con somme enormi da pagare entro tempi strettissimi. Ci sono imprenditori che si vogliono suicidare perché questi pignorano i capannoni… Potremmo giustificare un condono dicendo che serve a porre un argine alle vessazioni dello Stato nei confronti dei cittadini in difficoltà“.

La reazione dell’opposizione – I partiti di opposizione si sono scagliati contro ogni possibilità di condono. Per Antonio Di Pietro sarebbe un atto di “eversione democratica“, per Angelo Bonelliun’istigazione a delinquere” mentre per il democratico Stefano Fassinal’emblema del degrado morale dell’Italia“.
Non solo, anche le associazioni ambientaliste e organizzazioni di categoria non approvano la possibilità: “Anche il solo parlare del quarto condono edilizio in Italia è atto di irresponsabilità politica e scelleratezza civica. Un territorio già massacrato come quello del nostro Paese, soprattutto nelle regioni del mezzogiorno, ha bisogno di interventi di risanamento e di riqualificazione e non della legittimazione dell’abusivismo edilizio“, hanno riferito Wwf  e Fai.

Matteo Oliviero