Hans Hartung e la sua ricerca dell’armonia in mostra a Roma

Sarà dedicata al pittore Hans Hartung (1984-1989) e alla sua produzione dal 1971 al 1976 la mostra curata da Massimo Riposati ed esposta alla Galleria Limen otto9cinque di Roma dal 20 ottobre al 9 dicembre.

L’equilibrio duraturo – Creare armonia dalla disarmonia la grande sfida di Hartung, un’indagine incessante che per tutta la vita lo porterà a ricercare quella regola che gli consentirà di ricondurre le disarmonie in un equilibrio duraturo. Distante fin dall’inizio da ogni ipotesi figurativa, l’artista tedesco, naturalizzato francese, trova nella regola armonica della sezione aura il giusto compromesso tra una progettualità rigorosa e il suo innato dinamismo espressivo, che nella sua pittura si traducono in un abbandono dell’immagine ma non della realtà. «Una realtà per me altra, ma pur sempre realtà – come spiegava l’artista stesso -. Quanto alla mia pittura, credo appunto che intrattenga un rapporto, anzi dei rapporti costanti seppur molto complessi, con quello che si è convenuto di chiamare la realtà esteriore. Dipingere ha dunque sempre presupposto per me l’esistenza della realtà: questa realtà che è resistenza, slancio, ritmo, spinta, ma che non capisco totalmente che quando la afferro, la circoscrivo, la immobilizzo per un momento che vorrei veder durare per sempre».

Simbolo dell’arte contemporanea – Maestro indiscusso dell’astrazione lirica, Hartung ha influenzato molte delle esperienze informali dell’immediato dopoguerra e può essere considerato a tutti gli effetti un artista europeo, in virtù di una vita che lo ha visto attraversare il continente in ogni direzione. Dal 1994 la sua casa-studio è divenuta sede della Fondazione Hans Hartung e Anna-Eva Bergman, straordinario centro di studi e ricerca su uno dei Padri dell’Arte Contemporanea.

Valentina De Simone