Libia, il Cnt: Battaglia finale per conquistare Sirte

Potrebbe essere una questione di giorni, forse anche meno, la caduta di Sirte nelle mani dei ribelli libici che da settimane portano avanti l’attacco a quella che viene considerata la roccaforte del regime del colonnello Muammar Gheddafi, il rais che da più di quarant’anni guida il Paese e che da sette mesi è alle prese con il tentativo di resistere le rivolte interne, nate in conseguenza delle onde di protesta che trasversalmente hanno attraversato gran parte degli stati nordafricani, a partire dalla Tunisia e dall’Egitto.
D’altra parte, però, c’è da dire che, almeno a livello ufficiale, le dichiarazioni provenienti dal regime continuano a predicare ottimismo, anche se obiettivamente non è facile immaginare come la situazione possa essere ribaltata da parte dei cosiddetti ‘lealisti‘, pressati a terra dalle forze a sostegno del Consiglio nazionale di transizione libico (Cnt) e dal cielo dagli attacchi operati dalle forze della Nato.

Avanzata – A commentare gli ultimi spostamenti delle truppe del Cnt verso il centro di Sirte è stato il comandante Nasser Abu Zian che ha dichiarato: “Li stiamo pressando nel centro della citta’, in un’area di appena pochi chilometri quadrati“.
Segnalata, comunque, la presenza di una dura resistenza da parte dei combattenti fedeli al rais. L’agenzia Agi, a tal proposito, riporta quali sarebbero i luoghi al centro dei conflitti più aspri: “Gli scontri sono particolarmente pesanti intorno e all’interno dell’università, vicino al centro cittadino, e nel Quartiere Mauritano; ma è il centro congressi di Ouagadougou, dove sarebbero barricati molti uomini di Gheddafi, il fulcro dei combattimenti”, si legge in una nota.
L’Ansa, invece, riportando fonti mediche fa sapere che nelle ultime ore “almeno 12 combattenti del Cnt sarebbero stati uccisi ore e oltre 125 quelli feriti“.

S. O.