Wikipedia riapre i battenti, ma con prudenza

Wikipedia, protesta – E’ tornata online l’enciclopedia libera più famosa nel mondo. Dopo essere stata oscurata per protesta, ed aver mostrato in homepage un comunicato con le motivazioni del gesto, adesso Wikipedia torna disponibile in segno di approvazione per gli emendamenti che stanno per essere apportati al comma 29. Anche se ad accogliere i navigatori internettiani campeggia un riquadro in arancione in cui si legge: “Il 4, 5 e 6 ottobre 2011 gli utenti di Wikipedia in lingua italiana hanno ritenuto necessario oscurare le voci dell’enciclopedia per sottolineare che un disegno di legge in fase di approvazione alla Camera potrebbe minare alla base la neutralità di Wikipedia“. Il messaggio poi continua: “le modifiche al disegno di legge non sono ancora state approvate in via definitiva. Non sappiamo, quindi, se sia ormai scongiurata l’approvazione della norma nella sua formulazione originaria, approvazione che vanificherebbe gran parte del lavoro fatto su Wikipedia”.

L’enciclopedia globale – Avanti ma con circospezione dunque: se la protesta dovrebbe riesplodere, il popolo di Internet potrebbe insorgere ancora, vedendosi privato di uno degli strumenti più utili della Grande Rete. Wikipedia, infatti, il cui nome nasce dall’incontro della parola Wiki (veloce, in hawaiano), e dal suffisso Pedia (formazione), nella propria pagina autoreferenziale (avete mai provato a cercare “Wikipedia” su “Wikipedia”?) riporta alcune statistiche. E’ pubblicata in 282 lingue differenti (di cui circa 180 attive; la versione in inglese è quella con il maggior numero di voci) e contiene voci sia sugli argomenti propri di una tradizionale enciclopedia sia su quelli di almanacchi, dizionari geografici e di attualità. Il suo scopo è quello di creare e distribuire un’enciclopedia libera e ricca di contenuti, nel maggior numero di lingue possibile.

R. A.