Nazionale, Osvaldo risponde alla Lega: “Io, più italiano di loro”

Osvaldo vs Lega Nord – Buone notizie per Cesare Prandelli. Claudio Marchisio, che nella trasferta in Serbia era stato costretto ad abbandonare il campo per una distorsione alla caviglia, questa mattina si è allenato regolarmente con i compagni: contro l’Irlanda del Nord ci sarà. Si è ristabilito anche Federico Balzaretti, assente venerdì per un problema alla schiena: anche lui sarà arruolabile per l’ultima sfida del girone a Pescara. Martedì sarà con ogni probabilità la serata di Pablo Daniel Osvaldo: dopo le 12 presenze (con 2 gol) collezionate tra Under 21 e Nazionale Olimpica, l’attaccante della Roma dovrebbe fare il proprio esordio con l’Italia dei grandi: “Sì, sto pensando di mandarlo in campo“, ha ammesso Prandelli nei giorni scorsi.

L’attacco della Lega – Oltre che con la squadra irlandese, Osvaldo dovrà fare i conti con un avversario in più. Il centravanti di Luis Enrique avrà a che fare con la pressione della pesante situazione che si è venuta a creare attorno a lui. Osvaldo è nato a Buenos Aires, in Argentina, e la sua presenza nella Nazionale italiana ha fatto storcere il naso a qualche politico italiano. Davide Cavallotto, esponente della Lega Nord, ha criticato la scelta di Prandelli di convocare un giocatore naturalizzato: “La convocazione di Osvaldo nella Nazionale italiana certifica il fallimento definitivo della politica della Figc – le parole di Cavallotto mercoledì scorso –. Il progetto di Cesare Prandelli, che avrebbe dovuto portare i nostri giovani talenti a vestire la maglia azzurra, si sta trasformando in una pensione per oriundi“.

La replica – A quanto pare, però, Osvaldo non è tipo da farsi condizionare troppo da certe considerazioni: “Da quello che so anche qualche giocatore italiano del sud viene criticato – la replica dell’attaccante – e comunque alla fine io sono più italiano di chi si è lamentato perché vesto la maglia azzurra. Io mi sento italiano. La mia famiglia è argentina, ma ho moglie e figli italiani, è qui che sono cresciuto calcisticamente. Se canterò l’inno di Mameli? Certo, l’ho cantato già una volta, quando sono stato nell’Under 21. Per me non è un problema, non penso che cantarlo sia una mancanza di rispetto per qualcuno. Anzi, credo che faccia piacere agli italiani“. Lapidario il commento di Prandelli: “Ho trovato normali queste polemiche, visto come stanno andando le cose in Italia“.

Pier Francesco Caracciolo