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Partite Iva: è calo nel 2011 ma è boom tra gli under 35

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Nel Paese delle partite Iva risultano circa 8 milioni quelle ufficialmente aperte, di cui almeno tre risultano inattive, in quanto i legittimi titolari alla fine dell’anno fiscale non depositano le relative dichiarazioni. Per fare luce su questo fenomeno che, in termini di numeri e anomalie ci rende unici nel mondo occidentale, da venerdì è online l’Osservatorio sulle partite Iva del Dipartimento delle Finanze, uno strumento che, secondo i tecnici del ministero, dovrebbe fornire una lettura aggiornata della situazione.

La contrazione. Da una lettura dei dati spicca una novità che non può non colpire gli osservatori: nei primi 8 mesi del 2011 le nuove partite Iva sono state poco più di 389 mila, con una contrazione del 3,7% rispetto allo stesso periodo del 2010. Allo stesso tempo, inoltre, sul totale dei nuovi soggetti incidono non poco le aperture da parte di coloro con meno di 35 anni di età, che rappresentano più del 50%. Per il presidente dell’Associazione consulenti terziario avanzato (Acta), Anna Soru, sono due le possibili motivazioni: da un lato “il nuovo regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile introdotto nella manovra di luglio”, che prevede un’imposizione sostitutiva del 5% del reddito in luogo dell’Irpef, delle addizionali e dell’Iva, dall’altro “l’impatto potenziale della crisi che potrebbe aver limitato gli spazi di manovra per le nuove leve alla ricerca di un lavoro dipendente”.

M.N.