Casini ad Alfano: Smetti di difendere il premier

Continua il dialogo a distanza tra il segretario del Pdl, Angelino Alfano, e il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini. Dopo i “cinguettii” delle scorse settimane – che lasciavano presagire un imminente riavvicinamento tra i due schieramenti – i due “delfini” hanno ripreso a “beccarsi”, rendendo sempre più pallida la probabilità di una re-union all’interno della maggioranza. Dopo il “niet” scandito dall’ex Guardasigilli alla richiesta centrista di “accantonare” il premier, è stato ieri Pier Ferdinando Casini a tornare all’attacco: “Questa paralisi l’Italia non se la può permettere – ha detto ai microfoni del Tg1 – Alfano guardi in faccia la realtà”.

Il monito del centrista – La richiesta è sempre la stessa, ma anziché inoltrarla direttamente al Cavaliere, questa volta Casini ha scelto di girarla ad Angelino Alfano. L’ex presidente della Camera è consapevole che il presidente del Consiglio non farà mai il “passo indietro” universalmente invocato dalle opposizioni, e per questo ha deciso di rivolgere la propria preghiera al segretario nazionale del Pdl perché prenda in mano la situazione e ponga fine all'”asserragliamento” berlusconiano. “Bisogna guardare in faccia la realtà – ha detto ieri il centrista in un’intervista al Tg1 – Se Alfano non fa l’avvocato difensore di Berlusconi ma guarda in faccia la realtà, vedrà disoccupati che aumentano, famiglie che non ce la fanno, mentre il governo rinvia di giorno in giorno il decreto Sviluppo che ha promesso un mese fa. Questa paralisi – ha concluso categorico Casini – l’Italia non se la può permettere”.

Maria Saporito