Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica De Magistris e il movimento per “scassare” l’Italia

De Magistris e il movimento per “scassare” l’Italia

Si vocifera da qualche tempo che il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, stia pensando di mettere su un partito tutto suo. Se i rumors venissero confermati l’Idv (il partito a cui attualmente l’ex togato appartiene) rischierebbe di perdere non poco perché Giggino (così è amichevolmente chiamato De Magistris tra i suoi concittadini) continua a seminare consensi rotondi. Interpellato da Il Fatto Quotidiano sull’argomento, il sindaco partenopeo ha voluto precisare: “C’è un movimento in campo, che non è un partito. Adesso bisogna vedere come si svilupperà e che forme assumerà”.

No a Montezemolo e Della Valle – Nessun partito, ma un movimento di soggetti intenzionati a “scassare” l’Italia come sta succedendo nella sua città. Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, non nasconde che qualcosa bolle in pentola e anticipa la presentazione di un manifesto (prevista per fine novembre) carico di buoni propositi politici. “Ci sono nuove soggettività da affermare – ha spiegato oggi a Il Fatto Quotidiano – E bisogna farlo in fretta, altrimenti il vuoto lasciato dalla caduta di Berlusconi sarà occupato dai Montezemolo, dai Della Valle, dai Profumo. Da chi è sulla scena imprenditoriale da anni, ma si presenta col volto della novità. Un’operazione – ha sottolineato l’ex pm – che è già riuscita a Silvio Berlusconi nel ’94”.

Una rete di energie positive – E cosa bisogna fare per scongiurare tutto questo? “Voglio riproporre il metodo e le dinamiche sociali che hanno portato alla mia elezione a sindaco – ha spiegato De Magistris – avvenuta grazie al contributo di alcuni partiti, ma soprattutto al di fuori di essi. Si è fatto a Napoli, si può fare in Italia. C’è un movimento in campo, che non è un partito, anche se bisogna vedere come si svilupperà e quali forme assumerà. Presto stileremo un manifesto politico”. Di più: “La nostra – ha continuato il sindaco di Napoli – è una rete di municipi, luoghi dove il rapporto eletto-elettore è ravvicinato, movimenti di lotta, energie che si sono spese nei referendum”. E sui contenuti: “Ci rivolgiamo anche a quella cultura liberale che si richiama ai valori della Costituzione – ha spiegato l’esponente dell’Idv – La nostra radicalità è la loro radicalità in termini di diritti civili, giustizia, questione morale, libertà di mercato e d’impresa”.

Maria Saporito