Frattini: Gli scajolani non faranno cadere il governo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:38

Del suo “risentimento” per l’incontro bilaterale tra Angela Merkel e Nicolas Sarkozy si è già detto, ma il ministro degli Esteri, Franco Frattini, nell’intervista che ha rilasciato oggi a La Stampa, ha voluto parlare anche d’altro, ponendo l’accento sulla necessità di intervenire tempestivamente per scongiurare il tracollo economico nazionale. E sulle pressanti richieste avanzate al premier di “uscire di scena”: “L’umiliazione personale non è accettabile – ha osservato il ministro – e Berlusconi non la può accettare”.

Il ministro che aiuta il premier – In qualunque modo la si voglia pensare, per il titolare della Farnesina, Franco Frattini, una cosa è certa: quando Silvio Berlusconi deciderà di farsi da parte, i problemi del Paese non finiranno di esistere. Anzi. Una convinzione a cui il ministro si è aggrappato tenacemente per ribadire alla Stampa la sua fede incrollabile nel Cavaliere. Per quanto lo “scivolone” su “Forza Gnocca” abbia indispettito anche lui: “Abbiamo l’obbligo di aiutare Berlusconi a capire quando non è il caso di fare battute – ha detto  Frattini – dato anche il momento difficile del Paese. E questo è uno di quei casi”. Ma è soltanto un attimo perché il responsabile degli Esteri ha preferito rivestire i panni del convinto supporter berlusconiano anziché indugiare su ulteriori osservazioni spigolose.

La ricetta per ripartire – “L’umiliazione personale non è accettabile – ha scandito il ministro – e Berlusconi non la può accettare. Certo, il governo deve fare di più e più in fretta. Ma non è che il Paese cambi in meglio, con un colpo di bacchetta magica, appena Berlusconi esce da palazzo Chigi”. Cosa bisogna fare allora? “Io sono contrario al condono – ha precisato Frattini – sembrerebbe una soluzione all’italiana e contrasta con la lotta all’evasione fiscale. Bisogna invece procedere con la liberalizzazione dei servizi pubblici locali e delle aziende di Stato. Montezemolo ha proposto un’ulteriore riforma delle pensioni, sono d’accordo, è una misura di riequilibrio generazionale”.

Nessuna minaccia da Scajola – E sui presunti “sommovimenti” all’interno del Pdl animati dall’ex ministro Claudio Scajola e dai parlamentari a lui vicini: “Mi pare che le loro posizioni non comprendano la caduta del governo – ha derubricato il titolare della Farnesina – ma la richiesta che Berlusconi non si ricandidi nel 2013, come lui stesso ha detto più volte. Berlusconi ha già detto di essere stanco del teatrino ed ha lanciato una classe dirigente giovane per il Pdl“.

Maria Saporito

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