Nave italiana Montecristo sequestrata da pirati somali

Mentre gli uomini dell’equipaggio della Savina Caylyn sono ancora nelle mani dei pirati somali che l’8 febbraio scorso hanno sequestrato l’imbarcazione al largo dell’oceano indiano, alle 6.45 ora italiana di ieri un’altra nave è stata catturata dai pirati somali.

23 persone a bordo – Si tratta della ‘Montecristo’, del gruppo D’Alesio di Livorno, che, a circa 620 miglia ad est dalle coste della Somalia, ha lanciato, nella mattinata di ieri, l’allarme di security per un attacco di pirateria. Secondo quanto comunicato dal comandante, sull’imbarcazione, che è stata attaccata da cinque persone armate, ci sono 7 italiani tra i 23 membri dell’equipaggio, di cui quattro sono specialisti addestratori in sicurezza che, però, precisa la compagnia, non sono armati. Partita da Liverpool il 21 settembre, la Montecristo aveva attraversato lo stretto di Suez l’1 ottobre e poi il golfo di Aden sotto scorta militare internazionale come previsto dalle normative: ma, una volta giunta nella zona in cui la scorta non era più prevista, è stata assaltata. La Dalmare spa del gruppo D’Alesio sta collaborando con le autorità italiane e internazionali per rispondere all’emergenza ed i familiari dei 23 membri dell’equipaggio sono in contatto con l’armatore per gli aggiornamenti del caso, ma l’ultima comunicazione pervenuta dalla nave, a quanto si apprende, è stata quella in cui è stato reso noto l’attacco. Anche la task force marittima 508 della Nato, guidata dal contrammiraglio Gualtiero Mattesi, imbarcato a bordo del cacciatorperdiniere ‘Andrea Dorià, impegnato nell’operazione Nato ‘Ocean Shield’, ha disposto l’invio di una unità navale per accertare quanto accaduto alla nave italiana. Per il momento, comunque, non ci sono conferme se i pirati abbiano o meno esploso colpi d’arma da fuoco.

Una tragedia da evitare – Tra gli italiani a bordo della Montecristo, un paio – l’ufficiale di coperta Stefano Mariotti e l’allievo ufficiale Luca Giglioli – abitano a Livorno. Il comandante è di Venezia. Altri quatto sono originari di Sardegna, Campania e Trentino Alto Adige. Gli altri 16 membri dell’equipaggio, invece, sono ucraini e indiani. Ma quello di ieri è solo l’ultimo di una lunga serie di attacchi avvenuti in mare da parte dei pirati: un incidente che si sarebbe potuto evitare, come ha sottolineato il senatore Raffaele Lauro, componente della Commissione Affari costituzionali. «Quanto avevo pubblicamente paventato alcune settimane fa, chiedendo al Governo, oltre alla norma già vigente, un decreto-legge che rendesse immediatamente obbligatoria e a carico degli armatori, la presenza di scorte armate sulle navi mercantili, battenti bandiera italiana e, in particolare, sulle rotte a rischio, si è puntualmente e drammaticamente verificato. Una nuova nave mercantile italiana, la ‘Montecristo‘, è stata sequestrata, al largo della Somalia, da un commando di cinque pirati (dico sono cinque), che si sono avvicinati sottobordo con un barchino, partito sicuramente da una nave-madre, insieme con l’equipaggio di 23 persone, delle quali sette italiane», ha commentato Lauro. «Se a bordo ci fosse stata una scorta armata, – ha proseguito il Senatore – il sequestro sarebbe stato facilmente sventato o, forse, neppure tentato, visto che i pirati somali sanno bene che soltanto le nostre navi non hanno a bordo scorte armate». «Ora al dramma dei sequestrati della Savina Caylyn, prigionieri da otto lunghissimi mesi, e delle loro famiglie, se ne aggiungerà un altro. Sono sinceramente indignato per questa imprevidenza – ha concluso- che mette in pericolo la vita di onesti lavoratori del mare. Il Governo dovrà venire in Aula, al Senato, a dare spiegazioni. Comunicare che l’unità di crisi della Farnesina si è attivata sfiora il grottesco».

Francesca Theodosiu