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Ballarò: il Governo cade sul Bilancio. E’ arrivato il momento di “passare il testimone” alla Sinistra?

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Ballarò: il Governo cade sul Bilancio – Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha detto che “non era mai accaduto prima”. Il Pdl è nel caos più totale. Berlusconi è furioso. Napolitano ha sottolineato “interrogativi e preoccupazioni i cui riflessi istituzionali non possono sfuggire”. Il sindaco di Roma, Alemanno, ha parlato di “un incidente tecnico risolvibile”, ma il Paese ormai è sfiancato, sfinito, sull’orlo del precipizio. Il Governo ha subito una forte battuta d’arresto sul rendiconto generale dello Stato, resa ancora più pesante dal “colpo basso” inferto dagli stessi Tremonti e Scajola, che non hanno proprio votato. E mentre il presidente della BCE, Trichet, chiede ai governi di essere “più veloci, chiari e decisi”, ieri sera, a Ballarò, Giovanni Floris ha affrontato una serata importante, dettata dal significativo dato politico che oggi lascia il vuoto intorno al Premier.

Berlusconi e la sua maggioranza – Al di là dei voti di fiducia, il dato di fatto è che la maggioranza parlamentare di Silvio Berlusconi non esiste più. Ora più che mai il Pd chiede le dimissioni quali “atto che segue e che è sempre seguito ad un fatto così grave”, ha detto la Bindi (Pd). L’impressione però è che non si sappia ora come affrontare tecnicamente questa situazione, anche se davanti ad un Lupi (Pdl) convinto che ci siano ancora possibilità per questo Governo e che la Sinistra comunque non sarebbe in grado di prendere il toro per le corna, la presidente del Pd ha affermato di “avere già tutte le risposte pronte”. I dati alla mano evidenziano però un altro aspetto sconfortante: il 30% degli italiani contesterebbe a Barlusconi i “comportamenti privati che danneggiano l’immagine dell’Italia”. A dimostrazione che per questa robusta minoranza sono più importanti le “questioni di letto” del Premier che non quelle politiche.

Servizi a rischio e condono – A fronte di questi risvolti, guardando il mondo dal basso, con gli occhi di chi subisce gli effetti peggiori, i rischi sono sempre maggiori: “Se la manovra non cambia- ha detto Alemanno- non potremo più garantire servizi essenziali“. Sul capitolo “condono” è ancora più drammatico: “E’ un danno anche solo parlarne perché è una spinta all’evasione fiscale e all’abusivismo edilizio: condonare vuol dire garantire il massacro del territorio in Italia”.

Corinna Trione