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Crozza apre Ballarò tra Tremonti, Berlusconi e Scajola: “Paese che vai, genio che trovi”

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Crozza apre Ballarò 11 ottobre 2011 – Impresa semplice ieri sera a Ballarò: in apertura, Giovanni Floris ha passato subito la parola a Maurizio Crozza che, come di consuetudine, ha lanciato la sua copertina satirica: nulla di più facile in un momento catartico come questo, specie dopo che la maggioranza ha votato contro il rendiconto di Bilancio dello Stato. Eppure il comico genovese non ha calcato troppo la mano (sarebbe stato un po’ come sparare sulla croce rossa, in effetti), limitandosi a sottolineare che oltre il mancato voto di Scajola e Tremonti “non hanno votato neppure i responsabili: ma saranno mica responsabili per davvero?“. Come servire la testa su un piatto d’argento, naturale la battuta “Giuda iScajola”, che Crozza non ha risparmiato a Lupi “ridens”. Così come non ha risparmiato neanche la Sinistra, ma andiamo per gradi.

Berlusconi e Steve Jobs – Non sappiamo se sia stato più per merito del comico o demerito del Premier, ma troppo “facile” anche il parallelismo fatto tra Berlusconi e Steve Jobs, o meglio ancora tra un’America che si organizza per il Mela Day e un’Italia che si preoccupa ancora del “Mela Dai”: certo è che “Paese che vai, genio che trovi!”. Inevitabilmente è seguita la parentesi sul condono: Crozza suggerisce di non preoccuparci perché tanto “non sarà né edilizio né fiscale, ma ‘trombale’, dove ci si dimentica di tutti i ‘bunga bunga’ e lui ritorna vergine”.

Panico nella Sinistra – Un breve accenno al party di compleanno di Putin, al quale ovviamente c’era anche Berlusconi che “è sparito per tre giorni e poi è tornato, neanche fosse Lessie”, e poi giù con la Sinistra: “Bindi, vi siete presi un bello spavento eh? Se Berlusconi cade, siete fritti, vi tocca governare: ma siete pronti?“. In chiusura, la stangata ad una Sinistra paragonata agli stereogrammi, “quei disegni dove, per veder la figura nascosta devi guardare un minuto nel vuoto, ma noi in Italia sono anni che guardiamo nel vuoto: non è che vi siete dimenticati di metterci dentro la figura?“.

Corinna Trione