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Le opposizioni diserteranno il discorso del premier

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Opposizioni disertano aula. Lo hanno annunciato in un comunicato congiunto PD, IDV, e Terzo Polo. Domani le opposizioni diserteranno il discorso del Presidente del Consiglio, che precede il delicato voto di fiducia di venerdì prossimo, quando il Governo dovrà dimostrare se ha ancora la maggioranza in Parlamento. Una mossa che si è resa necessaria dopo il fallimento dell’approvazione del rendiconto del bilancio 2010.  In specifico non è stato approvato l’articolo 1, 290 favorevoli e 290 contrari. Sarebbe bastato un voto in più.  La “sconfitta” ha però generato immediate richieste di dimissioni al Governo Berlusconi, che le ha respinte annunciando il voto di fiducia.

Situazione intollerabile. “I gruppi parlamentari di opposizione – si legge nella nota congiunta –  non saranno presenti in aula durante le comunicazioni del presidente del consiglio e non parteciperanno al successivo dibattito per non essere complici di una situazione che è ormai intollerabile”. Ci è andato giù ancora più duro il capogruppo PD  Dario Francheschini che ha parlato di “farsa” , aggiungendo che ormai ci si trova “di fronte ad un atto che comporta conseguenze giuridiche e costituzionali che non si possono ignorare”. 

Costituzione sotto i piedi. Lo ha detto Fabrizio Cicchitto,  capogruppo Pdl che, rispondendo agli attacchi dell’opposizione,  ha anche parlato di “atteggiamento quasi eversivo”, in quanto un governo rimane in carica “fino a quando ha la fiducia delle due Camere del Parlamnto”. Quella fiducia che sarà esaminata appunto venerdì e che la maggioranza pare piuttosto convinta di possedere, attribuendo ad un incidente di percorso l’essere andati sotto sul rendiconto di bilancio proprio ieri. Intanto però tutti i partiti di opposizione si sono affrettati a dichiarare la loro intenzione di voto, che sarà contrario ed  “in modo convinto”, ha spiegato Enrico Letta a Otto e Mezzo. Per la maggioranza però, Berlusconi in primis, “tornare al voto non servirebbe a nulla”  Per il premier infatti  “non ci sono alternative a questo governo”.

A.S.