Nuova Zelanda, la nave incagliata potrebbe affondare: arrestato comandante

Come era già stato preventivato negli scorsi giorni, le conseguenze dell’incidente navale a largo della Nuova Zelanda potrebbero essere peggiori di quelle che si sono già manifestate.
La nave portacontainer Rena, rimasta incagliata diversi giorni fa a 12 miglia nautiche da Tauranga, sulla costa est di North Island, potrebbe spezzarsi in due tronconi, riversando così una quantità ancora maggiore di sostanze tossiche e greggio.
Stando alle notizie provenienti dal paese oceanico, riportate dall’agenzia stampa Reuters, “la metà anteriore della nave di 236 metri è saldamente incagliata sulla barriera corallina. L’imbarcazione, inclinata di 18 gradi, è bersagliata da alte onde e forti venti da due giorni”.
Inoltre, stando a quanto riferito dalle autorità neozelandesi “oltre 30 container sono caduti in mare, alcuni dei quali portati dalla corrente sull’isoletta di Motiti, a circa 8 chilometri dalla nave. Il Rena trasportava 1.368 container, 11 dei quali conterrebbero sostanze pericolose“.

Responsabilità – Mentre il primo ministro, John Key, ha confermato che sono state “identificate delle fratture sulla nave per cui non possiamo escludere il rischio che si spezzi“, è stato portato in tribunale il capitano della nave. L’uomo, un filippino di 44 anni, è accusato “di aver gestito la nave in un modo da provocare pericolo o rischio non necessario” e adesso rischia una pena pari a 12 mesi di carcere o una multa di 10.000 dollari neozelandesi (circa 5.700 euro).

S. O.