Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Cronaca: Ultime Notizie di Cronaca

Sarah, Sabrina Misseri: Mi sento come Amanda Knox, non resisto in carcere da innocente

CONDIVIDI

Sognare di avere lo stesso destino di Amanda Knox sembra un pensiero folle, magari dettato da una macabra forma di immedesimazione nel potenziale ‘cattivo‘ di turno, ma è qualcosa che può accadere sul serio, specialmente a chi passa le proprie giornate dietro le sbarre di una cella, per una vicenda simile a quella della ragazza americana.
A sperare di ricalcare le orme di colei che è stata da poco rimessa in libertà, dopo essere stata dichiarata innocente, in sede di Corte d’Appello, nell’ambito del processo per l’omicidio di Meredith Kercher, è Sabrina Misseri, la ragazza di Avetrana accusata di aver ucciso, il 26 agosto 2010 e in collaborazione con la madre Cosima Serrano, la cugina Sarah Scazzi.
Sabrina da mesi è dietro le sbarre, ma continua di poter essere rimessa in libertà ancor prima che inizi il processo che la vede imputata con una tremenda accusa: quella di aver ucciso una quindicenne, con le proprie mani, e solo per via della gelosia.

Tra Avetrana e Perugia – La giovane Misseri, che continua a sostenere come il colpevole del delitto sia il padre Michele, ha dichiarato di sentirsi come l’imputata di Perugia: “Mi sento come Amanda, sono in carcere da innocente. Ma quattro anni qui dentro non resisto“.
A dare una speranza in più a Sabrina, e alla madre, è stato il recente pronunciamento della Corte di Cassazione che ha annullato le due ordinanze con cui vennero disposti gli arresti, dando al Tribunale del Riesame nuovamente il compito di rivalutare l’intero caso. Tuttavia la giovane pugliese non vuole farsi illusioni: “La televisione, i giornali, mi hanno fatto illudere anche quando è venuta fuori la sentenza, ma io e mia madre siamo ancora in questa cella. Ora invece vogliamo essere messe in libertà, noi non abbiamo ucciso Sarah”.

L’accusa – I titolari dell’inchiesta, tuttavia, sembrano rimanere fiduciosi sulla qualità del lavoro fatto fino a oggi. Stando a un’indiscrezione pubblicata da La Repubblica, il magistrati Franco Sebastio, Pietro Argentino e Mariano Buccoliero, avrebbero ieri commentato così la decisione della Cassazione: “Siamo certi del nostro impianto accusatorio“.
I tre avrebbero poi aggiunto di essere soddisfatti del fatto che la Corte ha riconosciuto l’attendibilità dei testimoni, a partire dal vicino di casa dei Misseri, Antonio Petarra.

S. O.