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Scajola e la “chiacchierata sincera” col premier

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Quasi tre ore di colloquio nel corso del quale Silvio Berlusconi e Claudio Scajola avrebbero parlato “a cuore aperto”, sgombrando il campo da fraintendimenti e ipotesi di “tradimento” più volte ventilate negli ultimi giorni. “E’ stata una chiacchierata sincera“, ha laconicamente commentato l’ex ministro all’uscita da palazzo Grazioli, ma i dubbi sui malumori dei parlamentari a lui vicini (che potrebbero addirittura far vacillare il governo) rimangono. Per quanto lo stesso Scajola abbia dichiarato in serata di non avere alcuna intenzione di insidiare l’esecutivo o di votare la sfiducia: “Piuttosto – avrebbe affermato – mi dimetto da parlamentare”.

Il consiglio di Scajola – L’unico dato certo è che ieri Silvio Berlusconi e Claudio Scajola hanno parlato a lungo alla presenza di Gianni Letta e di Angelino Alfano. Il resto è cronaca da affidare al novero delle possibilità perché le indiscrezioni filtrate dalle stanze di palazzo Grazioli riferiscono di tutto e del contrario di tutto. La versione più accreditata è quella secondo la quale l’ex ministro (trascinatore dei cosiddetti “frondisti”) avrebbe suggerito all’amico Silvio di allargare la maggioranza, aprendo all’Udc di Casini. Nessun ultimatum, ma un accorato consiglio consegnato per favorire il “rinforzo” in Parlamento e allontanare lo spettro di una caduta dell’esecutivo più volte paventata.

Mistero sull’incarico – La reazione del premier? Stando ai rumors, il Cavaliere avrebbe ascoltato il pidiellino senza concedergli troppe speranze, ben consapevole che una mano tesa ai centristi implicherebbe un suo “passo indietro”. Condizione inaccettabile. Ma per non scontentarlo troppo e per tenere a freno i presunti impulsi separatisti degli “scajolani”, Berlusconi avrebbe promesso di rifletterci, offrendo nel contempo all’amico Claudio un nuovo incarico. E qui la cronaca potrebbe aver già ceduto il passo al mero pettegolezzo perché, interpellato sull’argomento, l’ex ministro avrebbe categoricamente smentito quanto appena riportato: “Non vado in giro con il piattino in mano – avrebbe scandito – Io mi sono dimesso cinque volte nella mia vita, due da ministro”.

La sfiducia mai – Di più: “Io queste cose le chiedo a Silvio da amico – avrebbe precisato Scajola in serata chiacchierando con i suoi – Mai e poi mai voterei la sfiducia. Piuttosto mi dimetto da parlamentare”. E la nebbia rimane fitta anche sul famigerato documento che Scajola e Pisanu starebbero limando per mettere nero su bianco tutte le richieste da presentare al premier. Mentre si rincorrono le voci su riunioni concitate nel corso delle quali i “ribelli” starebbero tentando di trovare la quadra sui tanti nodi spinosi, in molti assicurano al contrario che del documento non c’è alcuna traccia e che ogni singola questione verrà eventualmente appianata de visu, confidando nel rapporto amichevole tra Scajola e Berlusconi. Insomma, l’ipotesi che a breve i due potrebbero rincontrarsi per un’altra “chiacchierata sincera” non è da escludere del tutto.

Maria Saporito