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Arrivano gli indignados: Non pagheremo il vostro debito

Studentiprecari: ad animare la manifestazione che ieri a Roma ha mandato in tilt il traffico cittadino, bloccando via Nazionale, sono soprattutto loro. Giovani arrabbiati e stanchi, che in mancanza di una prospettiva robusta, chiedono di essere ascoltati prima che sia troppo tardi. Ieri a Roma, un gruppo di protestanti ha raggiunto la sede della Banca d’Italia per consegnare al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (atteso per un convegno), un’accorata lettera: “Il Paese va a fondo e servono delle iniziative importanti”. Non solo: i manifestanti, ribattezzatisi “draghi ribelli” (con ironico riferimento al governatore Mario Draghi) hanno più volte rimarcato la loro indisponibilità a pagare un debito che non hanno contratto, rivendicando il diritto all’insolvenza.

In tenda contro la crisi – La protesta è andata avanti fino a tarda notte e soltanto intorno all’1,00 le forze dell’ordine sono riuscite a sgomberare del tutto via Nazionale, dove – in prossimità del Palazzo delle Esposizioni – i protestanti si erano asserragliati. Tra di loro, qualcuno aveva anche pensato di montare una tenda al grido di “Yes, we Camp”, con l’intenzione di non andarsene presto. O per lo meno non prima di aver ottenuto risposte. Ma cosa ha spinto ieri circa un migliaio di persone (prevalentemente giovani) a scendere in strada? L’onda degli indignados spagnoli sembra aver raggiunto anche il nostro Paese e aver dato il la a un grido difficile da soffocare. E’ il grido dei tanti cittadini che vivono quotidianamente la crisi, ne subiscono sulla propria pelle le conseguenze e chiedono alle istituzioni e ai “poteri forti” di dare risposte credibili.

Diritto all’insolvenza – “Dividiamo la grana. We are 99 per cento, voi non siete niente”, “La vostra rendita la nostra precarietà”: sono solo alcuni degli slogan fermati  ieri pomeriggio sui manifesti inalberati dai “draghi ribelli” vicino alla Banca d’Italia. “Reclamiamo il nostro diritto all’insolvenza – ha spiegato un manifestante – a non pagare un debito che non abbiamo contratto noi, ma che è stato contratto illecitamente sulle nostre teste. E non lo pagheranno neanche i cittadini”. Un leitmotiv che è stato rimarcato anche nella lettera che alcuni ragazzi hanno cercato di consegnare ieri al presidente della Repubblica, atteso a palazzo Koch (sede di Bankitalia) per un convegno: “Il Paese ormai va a fondo – si legge in un passaggio – i giovani non vedono futuro e servono delle iniziative importanti per restituire una prospettiva“.

L’ansia per la manifestazione di sabato – Manifestazioni si sono svolte ieri anche a Napoli e a Bologna, dove le tensioni tra i protestanti e le forze dell’ordine hanno causato il ferimento di una ragazza e di un carabiniere. E monta la preoccupazione per la manifestazione indetta per sabato prossimo nella Capitale, dove cartelli di varia natura (dal Popolo Viola all’Arci, da Legambiente ai sindacati di base) si sono dati appuntamento per gridare il loro ‘no’ al prezzo insostenibile della crisi. Una data alla quale l’amministrazione cittadina si sta preparando predisponendo un servizio di controllo capillare.

Maria Saporito