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Auto e moto: premi su fino al 35%

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“Aumenti significativi” sono quelli fatti registrare dalle polizze assicurative tra il 2006 e il 2010. È quanto ha riferito Antonio Catricalà, garante per la Concorrenza, nell’audizione di ieri alla commissione Industria del Senato, sottolineando che i rincari, negli ultimi due anni, hanno toccato punte del 25% per le auto e il 35% per le moto. Per Catricalà le causa sono da ricercare nel non corretto funzionamento dell’indennizzo diretto, nella bassa mobilità dei consumatori tra le compagnie e nelle diverse politiche commerciali di queste ultime, che garantiscono contratti adeguati solo a una selezionata clientela, con le usuali grandi differenze tra Nord e Sud.

Le differenze territoriali. Tra il 2009 e il 2010, seodo gli esempi prodotti dal garante, per un quarantenne del Nord Italia con un’autovettura di media cilindrata il premio è aumentato di oltre il 20%. Per una sessantacinquenne del Sud con un’autovettura medio piccola l’aumento è stato del 15-20%, mentre per un diciottenne che vive nelle Isole con un ciclomotore il rincaro è stato del 30%. “Considerando Napoli in comparazione con Milano, risulta che, a parità di frequenza sinistri e di numero di compagnie, il premio risulta nettamente più alto (nella prima rispetto alla seconda. Ciò testimonia inequivocabilmente che la dinamica dei premi è influenzata anche dall’andamento dei costi dei risarcimenti, più elevati nella prima”. Gli aumenti, ancora, sono considerevoli anche se valutati in un confronto internazionale. Per Catricalà “nel periodo 2000-2010, i prezzi aumentano in Italia ad una velocità superiore a quella degli altri Paesi europei e della zona euro”: si è viaggiato, in sostanza, ad un ritmo del 4,6% annuo, più che doppio rispetto a quello registrato nell’eurozona, oltre sei volte quello della Germania, oltre cinque volte quello della Francia e dell’Olanda e di poco meno di due volte quello spagnolo. L’incremento medio dell’ultimo quinquennio, in Italia è stato “quasi il doppio di quello registrato nella zona euro”.

Il flop dell’indennizzo diretto.  Il problema principale, per il garante, è il malfunzionamento della “camera di compensazione”. La procedura risarcitoria, in vigore dal 1° febbraio 2007, prevede che i danni derivati dal sinistro siano risarciti non già dalla compagnia del responsabile, bensì dalla stessa compagnia del danneggiato, ovvero, in caso di danni riportati dal trasportato, dalla compagnia assicuratrice del mezzo utilizzato. In tale ottica, fa notare Catricalà, la compagnia che liquida il danno, la gestionaria, opera come mandataria della compagnia del responsabile. Ora però è previsto che per ogni danno liquidato dalla gestionaria, questa riceva non l’importo effettivamente liquidato per conto della debitrice, bensì una somma determinata forfettariamente sulla base del costo medio dei sinistri rilevato nell’annualità assicurativa precedente. E se da una parte tale sistema ha ridotto i tempi della liquidazione del sinistro, dall’altra ha finito per aumentare il costo medio del sinistro, +27% in media, costo che poi viene scaricato “direttamente sui premi”.

M.N.