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Berlusconi alla Camera: Nessuna alternativa credibile al governo, sconfiggiamo i pessimisti

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Poco più di 20 minuti per chiedere la fiducia a un Aula semivuota. E’ questa la durata del discorso che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha appena finito di pronunciare a Montecitorio, all’indomani dell'”incidente” parlamentare (la mancata approvazione del bilancio di Stato) che ha fatto allarmare anche Giorgio Napolitano. Il premier ha passato in rassegna tutti i nodi dell’agenda politica, ribadendo la necessità di proseguire lungo la via intrapresa dal suo governo perché, ha più volte ribadito, non esistono alternative credibili. “Dobbiamo sconfiggere la strategia della paralisi e del pessimismo – ha scandito il Cavaliere – e lo faremo completando il nostro programma di riforme“.

Al via nuovo documento su bilancio – Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha da poco concluso il discorso con cui ha chiesto ai deputati della Camera di confermare “responsabilmente” la fiducia al suo esecutivo. “Il documento di rendiconto dello Stato – ha spiegato il premier – verrà nuovamente formulato, sottoposto al vaglio della Corte dei conti e ripresentato in Parlamento, ma parlare di sfiducia in riferimento alla votazione negativa di martedì è improprio perché – ha precisato il Cavaliere – è un documento squisitamente contabile“.

Nessuna alternativa – “Sul piano politico – ha continuato il presidente del Consiglio – non c’è alternativa credibile a questo governo. I governi li fanno gli elettori, che votano per un simbolo in cui è esplicitamente indicato il nome del leader. Spetta poi alla vigilanza, tra l’altro impeccabile, del capo dello Stato – ha proseguito Berlusconi – garantire il rispetto della carta costituzionale”. Parole con cui il premier ha strappato l’applauso convinto ai presenti, positivamente colpiti dall’attestazione di stima tributata all’inquilino del Colle.

Contro il pessimismo e la paralisi – Quanto alle opposizioni: “Sono frastagliate e divise – ha osservato il capo del governo – anzi direi sparite. Sono spalleggiate da un circuito mediatico-giudiziario che si riconosce nella bandiera dell’antiberlusconismo, ma non hanno un esecutivo di ricambio né un programma definito”. Di più: “Dobbiamo sconfiggere la strategia della paralisi e del pessimismo – ha detto Berlusconi – e io sono qui per testimoniare che l’Italia ce la farà”.

No al voto anticipato – “Il nostro governo – ha continuato il premier, al cui fianco stava seduto un assonatissimo Umberto Bossi (non ha smesso di sbadigliare per tutta la durata dello speach presidenziale) – andrà avanti senza farsi condizionare da nulla se non dal rispetto della Costituzione e dagli impegni presi a livello europeo. Siamo convinti che questo governo non ha alternative credibili e che le elezioni anticipate non sarebbero la soluzione ai problemi che abbiamo”.

Una fiducia responsabile – “Dobbiamo mettere l’Italia al riparo dalla crisi – ha proseguito il presidente del Consiglio – e la soluzione non sta neanche in un governo tecnico che non si sottoporrebbe mai al giudizio degli elettori”. E ancora: “Lavoreremo nell’interesse delle famiglie e delle imprese – ha aggiunto Silvio Berlusconi – e per farlo dobbiamo completare il nostro programma di riforme“, a partire dalla necessità di “dare voce ai territori attraverso l’avvio di un Senato federale“. “Le istituzioni si difendono con la responsabilità – ha concluso il premier presumibilmente ammiccando agli “scilipotiani”- e per questo vi invito a confermare la fiducia nel nostro governo”.

Maria Saporito