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Giappone, allarme Greenpeace: elevate radiazioni a Tokyo

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Timore radioattività. Torna la paura in Giappone: stavolta è Tokyo a essere nell’occhio del ciclone. Secondo Greenpeace infatti proprio nella capitale nipponica si concentrerebbero i più alti tassi di radiazioni, addirittura più elevati quelli registrati a Fukushima nei mesi passati. Nonostante Tokyo si trovi a oltre 200 km dalla centrale nucleare distrutta, l’organizzazione ambientalista ha lanciato l’allarme per elevare la sensibilità sul problema. Dai test condotti in alcuni punti della capitale giapponese, tra cui anche in un parco giochi per bambini, risulterebbe che i livelli di radioattività sarebbe elevatissimi, stimati intorno a 5.82 microsievert l’ora, oltre sette volte il limite di radiazioni consentite e innocue.

Tokyo smentisce. Inefficace, secondo Greenpeace, la risposta del governo nipponico nei confronti dell’emergenza radioattiva. “Le autorità locali stanno cercando di decontaminare la zona usando idranti ad alta pressione disperdendo ancor più il materiale radioattivo invece di rimuoverlo – ha denunciato l’associazione ambientalista – È il segno che non hanno ricevuto il necessario supporto dal governo centrale e che stanno operando senza seguire le normali linee guida in caso di contaminazione nucleare”. Ferma reazione del governo nipponico, il quale ha smentito categoricamente le insinuazioni mosse da Greenpeace. Secondo il Ministro della Scienza Masaharu Nakagawa, l’elevato tasso di radiazioni sarebbe stato causato da alcune bottiglie pericolose, contenenti radio-226, composto atomico simile all’uranio, stipate in un seminterrato, ma prontamente rimosse dalle autorità. Lo stesso ministro ha quindi assicurato che non vi è alcun rischio per la salute.

Emanuele Ballacci