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Il je accuse di Scilipoti: E’ tutta colpa di Tremonti

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Mentre monta l’apprensione per il discorso che il premier pronuncerà tra qualche ora alla Camera (assenti tutte le opposizioni), Domenico Scilipoti tenta di fornire la sua personale fotografia su quanto accaduto martedì a Montecitorio. La responsabilità della clamorosa debacle della maggioranza sul rendiconto di Stato va, a suo avviso, riferita a una persona: Giulio Tremonti. “Doveva essere presente in Aula – ha tuonato il Responsabile – Un ministro sulla materia che lo compete deve essere presente”.

L’incontenibile responsabilità – “Oggi, come il 14 dicembre, il momento per il Paese è delicatissimo, è un momento troppo difficile. Far cadere il governo significherebbe portare l’Italia allo sfascio. La responsabilità adesso è stare più compatti possibile”. A spiegarlo al Fatto Quotidiano è Domenico Scilipoti, il “re dei peones” che dallo scorso dicembre ha deciso di sostenere il governo Berlusconi, mosso da un incontenibile senso di responsabilità. Lo stesso che lo porterà domani a riconfermare la fiducia all’esecutivo guidato dal Cavaliere perché “bisogna impegnarci a tutelare le imprese e gli italiani”, ha spiegato l’ex dipietrista.

Assente giustificato – E la sua assenza alla votazione di martedì alla Camera, conclusasi con un clamoroso pareggio tra maggioranza e opposizione sul bilancio dello Stato? “Ero in tribunale a Messina – si è difeso il Responsabile adesso leader di Popolo e Territorio – Mi avevano chiamato i magistrati per l’udienza preliminare e io sono andato, ovviamente. Dalla Camera poi non è che mi hanno avvisato, conoscevo l’ordine del giorno ma la maggioranza c’è, uno più uno meno. Qualcuno che era presente in prossimità dell’Aula poteva essere più attento al momento di votare”. Il riferimento, neanche troppo velato, è al ministro dell’Economia, verso il quale Scilpoti dimostra di non nutrire particolare simpatia.

L’attacco a Tremonti – “Tremonti aveva l’obbligo di stare dentro dall’inizio alla fine – ha tagliato corto il deputato – perché era un provvedimento che riguardava lui. E’ andata come sul voto Milanese: doveva essere presente in Aula, il fatto che non ci fosse non è di certo positivo. Un ministro sulla materia che lo compete deve essere presente in Aula”. Non solo: “punzecchiato” sui metodi di lavoro del super-ministro, Scilipoti si sbottona: “Dovrebbe ascoltare di più i suggerimenti che arrivano sia dalla maggioranza sia dalla minoranza – ha detto – Ci sono delle persone per bene, serie disponibili. Ma se tu non permetti ai parlamentari di darti dei suggerimenti che potrebbero dare un aiuto per far decollare il Paese, dal punto di vista politico non ti comporti correttamente. La priorità deve essere salvare il Paese – ha insistito – poi si faranno delle valutazioni politiche”.

Politica e fantasia – E non è tutto perché l’incontenibile Responsabile ha voluto dire la sua anche sui presunti “movimenti” interni al Pdl diretti da Claudio Scajola e Beppe Pisanu. “Ci sono persone nel Parlamento che hanno fatto la storia e il loro tempo è superato – ha spiegato Scilipoti – Dovrebbero lasciare spazio al nuovo, lasciare spazio ai nuovi. Così che possano portare idee nuove, freschezza, fantasia all’interno della politica”.

Maria Saporito