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Londra: Scotland Yard nega la scorta e Saviano non può ritirare il Pen/Pinter Prize 2011

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Londra: Scotland Yard nega la scorta– Ieri Roberto Saviano ha aggiunto un’altro importante premio alla sua incredibile “collezione”: il Pen/Pinter Prize 2o11, prestigioso riconoscimento letterario per la libertà d’espressione e, fondamentalmente, per gli “scrittori coraggiosi” che hanno la forza e la volontà di dire ciò che gli altri non dicono, anche se perseguitati. Il Premio doveva essere ritirato durante la cerimonia di consegna, come di consuetudine, ma Saviano non c’era. Paradossalmente al significato simbolico del Pen/Pinter infatti, Scotland Yard avrebbe rifiutato di offrire la propria protezione allo scrittore, che ormai da anni vive sotto scorta.

Grande gioia e grande amarezza – Da una parte, la grande gioia di Sir David Hare, il drammaturgo insignito del Pen/Pinter che ha collaborato con la Prison Commitee per scegliere “l’autore perseguitato” a cui consegnare la versione del Premio International writer of courage: “Roberto Saviano ha sfidato la mafia napoletana e l’ha fatto correndo un grande rischio per la sua sicurezza personale”. Dall’altra parte però anche tanta amarezza: “In un periodo in cui ci accapigliamo per definire come dovrebbe comportarsi una stampa libera, dovremmo sostenere chi mette a repentaglio la propria vita per questa giusta causa”. A dirlo, il direttore dell’associazione PEN, Jonathan Heawood, che ha commentato con evidente delusione la triste scelta di Scotland Yard.

I ringraziamenti – Forse abituato alla solitudine di quanti l’hanno abbandonato al suo destino, Saviano ha mandato comunque un messaggio di ringraziamento. Come sempre ha detto e scritto anche nei suoi libri: “Questo premio va ai miei lettori, a chi ha reso possibile che le mie parole divenissero pericolose per certi poteri che invece hanno bisogno di silenzio e ombra… Perché quando senti che tanti hanno bisogno di vedere, di sapere e di cambiare, e non solo di essere intrattenuti o consolati, allora capisci che vale la pena continuare a scrivere“.

Corinna Trione