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Sarah, Cassazione: Il processo resta a Taranto

E’ stata rigettata la richiesta presentata alla Corte di Cassazione dai legali di Sabrina Misseri e Cosima Serrano, con la quale chiedevano che il processo per l’omicidio di Sarah Scazzi, che vede le due donne imputate, fosse spostato in una sede diversa da quella di Taranto per motivi di incompatibilità ambientale.

Il processo nella sua sede naturale – La prima sezione penale della Suprema Corte, infatti, ha stabilito che l’udienza per l’omicidio di Sarah si svolgerà presso il Tribunale di Taranto, sede naturale del processo. Gli avvocati Franco Coppi e Nicola Marseglia ritenevano, invece, che i magistrati della sede tarantina potessero essere influenzati, nel loro giudizio, dalle pressioni dell’opinione pubblica e dalla vasta risonanza mediatica data all’inchiesta. Di diverso avviso sono stati, a quanto pare, i giudici della Corte di Cassazione che non hanno rinvenuto nella richiesta gli estremi per procedere allo spostamento della sede processuale. I giudici di Taranto sono e saranno sereni nel giudicare» ha commentato l’avvocato Valter Biscotti, che, insieme al collega Nicodemo Gentile, rappresenta la famiglia di Sarah Scazzi, costituitasi parte civile nei procedimenti in Cassazione. Soddisfazione, dunque, da parte del legale, secondo il quale «non c’era nessuna argomentazione giuridica o tecnica tale da determinare lo spostamento del processo a Potenza».

Le verità di Misseri – Molti i punti restano ancora oscuri in questa inchiesta, soprattutto a causa delle diverse e discordanti dichiarazioni rilasciate da Michele Misseri durante tutto l’iter investigativo: l’uomo, che dapprima si era autoaccusato di essere l’unico colpevole dell’omicidio, ha ritrattato più volte la sua posizione, prima indicando la figlia Sabrina quale assassina della piccola Sarah, successivamente tentando di alleggerire la sua posizione, asserendo che la morte della ragazzina fosse avvenuta si, per mano di Sabrina, ma a seguito di un incidente a cui aveva assistito lo stesso Misseri. Fino ad arrivare alla tesi odierna, che ‘zio Michele’ continua insistentemente a sostenere, nonostante non venga più creduto: ad uccidere Sarah sarebbe stato lui stesso e le due donne della sua famiglia starebbero in carcere da innocenti. Una confessione in piena regola e degna di credibilità, se non fosse per il fatto che, alla luce delle numerose ritrattazioni e per la mancanza di un movente plausibile (l’avrebbe uccisa perchè nervoso in quanto il trattore non partiva n.d.r.) Michele Misseri è stato ritenuto dagli inquirenti un teste inattendibile. Intanto l’ultima intervista fatta a Michele Misseri dalla trasmissione ‘Matrix’, in onda circa due settimane fa, è stata acquisita agli atti dai magistrati.

Francesca Theodosiu