Wall Street Journal, il Guardian: Dati di diffusione gonfiati

Il Wall Street Journal,  circolazione gonfiata.  La notizia, diffusa dal Guardian, getta nuove ombre su Rupert Murdoch, il magnate dei media travolto dallo scandalo del News Of the Word non più di qualche mese fa. Secondo quanto ricostruito dalla testata inglese, la versione per l’Europa del Wall Street Journal avrebbe gonfiato i dati di diffusione. L’operazione avrebbe avuto inizio nel 2008 e sarebbe stata ideata da Andrew Langhoff , direttore di Dow Jones, ora dimessosi. La testata, avrebbe venduto ad aziende migliaia di copie a prezzi ribassati , quotidianamente, in cambio di citazioni di queste ultime su WSJ.

Una questione di sponsor. Alla base del sistema la volontà o la necessità di aumentare le entrate pubblicitarie. “Il Journal – riporta ancora il Guardian – ha incanalato denaro verso compagnie europee, in modo da far compare loro segretamente migliaia di copie a prezzi stracciati ingannando i lettori e gli sponsor sulla diffusione del giornale. Insomma, le aziende investitrici avrebbero pagato al Wsj una cifra ben maggiore di quanto avrebbero dovuto, seguendo i criteri di vendita del quotidiano. Il Guardian avrebbe scoperto la pratica dopo essere entrato in possesso di alcune mail interne all’azienda.  L’operazione si sarebbe concentrata sulla versione Europea, diffusa però anche in Africa e Russia.  Secondo i calcoli effettuati, le vendite delle copie a prezzi stracciati consistevano in circa il 40% del volume totale, poco più di 30.000 su circa 75.000 copie. Alcune delle compagnie coinvolte, avrebbero sponsorizzato anche corsi  universitari per studenti, pubblicati, secondo il Guardian, all’interno di uno spazio apposito ricavato sul Wsj. “Lo schema bizzarro – si legge ancora sul quotidiano britannico – includeva anche un contratto scrisso nel quale il Wsj convinceva una compagna a collaborare in cambio della sponsorizzazione della propria attività”.

A.S.