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Camera, maggioranza ottiene la fiducia con 316 voti. Il governo va avanti

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Roma – La maggioranza tiene ancora. Fiducia alla Camera ottenuta con 316 voti. Ma i rischi erano tanti. Esulta Berlusconi.

Il voto –La maggioranza ha ottenuto la fiducia alla Camera proprio pochi minuti fa con 316 voti. Il governo tiene ancora dopo il voto dello scorso dicembre.
La fiducia era stata chiesta da Berlusconi dopo il voto sul bilancio dello stato in cui la maggioranza era andata sotto, suscitando le preoccupazioni del Colle.
Esulta il premier che poco prima del voto aveva rassicurato tutti sulla tenuta della maggioranza. Il conteggio dava per certi 316 voti e tanti sono bastati per la fiducia.
La maggioranza è di 318, ma poichè oggi due deputati non sono potuti venire a votare la fiducia, la maggioranza sarà di 316. Due deputati sono impediti a venire, quindi siamo 316 dai 318 che eravamo“, aveva spiegato poco prima del voto.

Una mattinata intensa – Tutto è avvenuto sul filo del rasoio, nella totale incertezza, perfino nel numero legale da raggiungere. Oggi infatti, i deputati in missione erano 50 ma il numero legale non è mai stato confermato fino al voto.
Da questa mattina le cose non sembravano mettersi per il meglio per il governo, anche se Scajola aveva assicurato la fiducia, altri deputati vicini all’ex Ministro, come la Destro, non sembravano convinti di assicurare la fiducia al governo.
Poi c’è stato il caso Versace che questa mattina aveva confermato: “Non voto la fiducia. A parlare siamo tutti bravi, a fare il libro dei sogni o dei desideri. Il fatto è che mentre nella vita le parole sono pietre, nella politica sono aria fritta“.
Non solo, non è presente in Aula alla Camera l’ex ministro Calogero Mannino, e quindi non ha votato la fiducia al governo: “Ho votato la mia ultima fiducia il 14 dicembre. Da allora mai più”.
Anche l’ex Responsabile Sardelli ha confermato la sua sfiducia al governo nonostante lo stesso Berlusconi sia stato a colloquio più volte con lui durante la mattinata.
Mi ha chiamato di nuovo stamattina e ha cercato di metterla sul piano personale. Appellandosi all’amicizia e all’affetto. Per me è stata dura, ma ho dovuto dirgli di no. Ormai ho deciso. Alea iacta est“, aveva detto prima del voto.

Matteo Oliviero