Confagricoltura: Penalizzati da contraffazioni, ma abbiamo aziende eccellenti

Confagricoltura: troppe contraffazioni, ma in Italia abbiamo aziende eccellenti.  Il secondo appuntamento con “Aggiungi un posto a tavola.. viene anche l’agricoltore”, il press tour organizzato da Confagricoltura Lombardia, lunedì 10 ottobre  ha visto protagoniste due importanti realtà bresciane:  La Linea Verde, leader nel mercato della IV gamma ortofrutticolaLa Villa,  vitivinicola della Franciacorta, che produce esclusivamente millesimati. I problemi con i quali le aziende italiane devono quotidianamente confrontarsi però, non sono né pochi né semplici. La riforma della PAC e la contraffazione dei marchi in primis. A parlarne, in una conferenza stampa tenutasi nella sede Bresciana dell’organizzazione è il presidente  Francesco Bettoni, che cita come esempio il Grana Padano fasullo. Un formaggio dalla tradizione fortissima, che Bettoni definisce come “il più taroccato”, spiegando che spesso alle fiere di settore, soprattutto quelle internazionali, si trovano stand che abusano platealmente del marchio “Grana Padano”.  “A volte – aggiunge – questi stand ce li troviamo di fronte”.

Dal trattore alla multinazionale. Si potrebbere riassumere così la storia di Giuseppe Battagliola, presidente de La Linea Verde Spa di Manerbio, scelta da Confagricoltura Lombardia come simbolo del successo made in Italy nel campo della IV gamma ortofrutticola (che prende anche i nomi di ready to use o fresh cut) .  “I prodotti di IV gamma spiega Umberto Bertolasi, neo-direttore della sezione lombarda dell’organizzazione – sono quelli freschissimi, che passano dal campo allo scaffale in poche ore e che arrivano su quest’ultimo già lavati e puliti, pronti per la tavola”. Per realizzare ciò è però necessaria un’attività di “logistica che sia integrata e dinamica“, oltre a “grandi capacità imprenditoriali“.  Il bacino d’utenza della IV gamma è dato prevalentemente dalle grandi città, dove si deve fare tutto e anche in fretta, pasti compresi. Proprio per questo forse, non è così immediato accorgersi di quale sia la lavorazione che sta dietro ad una “semplice” vaschetta d’insalata già pronta.

DimmidiSì. Il marchio “dimmidisì”, venduto in Italia e all’estero, è frutto di un lavoro certosino di decine di persone perfettamente organizzate e di pesanti investimenti in tecnologie produttive e gestionali. Nastri trasportatori che conducono la materia prima  attraverso  tre vasche di lavaggio contenenti acqua depurata da materiali come il ferro, sensori che riconoscono la qualità delle foglie “scannerizzando” la clorofilla, sistemi multi pesa e comparti di controllo della qualità a tenuta stagna. A monte c’è un rapporto pressochè familiare e duraturo con gli agricoltori, che godono di contratti annui, nonchè un costante monitoraggio sugli stessi. “Noi non speculiamo – ha spiegato il presidente della società- facciamo produrre”. E a chi ghi chiede se è vero che la sua insalata costa di più, Battagliola risponde che “sì è vero, ma i nostri prodotti, che siano insalate o zuppe non sono uguali a quelli di I gamma (vegetali che non ricevono nessun tipo di lavorazione) , noi mettiamo la materia prima in vendita già pronta, lavoriamo col fresco, anzi col freschissimo ed i costi sono per forza maggiori, ma il nostrso successo deriva proprio dalla particolarità di ciò che vendiamo- aggiunge – abbiamo combattuto con le grandi aziende straniere sul nostro campo e abbiamo vinto, se avessimo combattuto sul loro non ce l’avremmo fatta“.

I vini di Franciacorta.  Ormai molto apprezzato anche negli USA, Franciacorta si caratterizza per essere uno dei territori lombardi a più alta produzione di vini, a livello sia quantitativo che qualitativo, assieme ai vigneti pavesi e quelli “eroici” valtellinesi. “Il successo delle produzioni in Franciacorta – ha spiegato Bertolasi – è dipeso anche dal fatto di aver applicato all’agricoltura una logica industriale e da una sapiente attività di marketing territoriale”. Testimonial d’eccezione di questa realtà, scelta da Confagricoltura,  è l’azienda La Villa  di Monticelli Brusati, poco sopra Brescia. Operante per il 90% sul mercato italiano, la vitivinicola produce circa 300.000 bottiglie l’anno di vini millesimati, tutti contraddistinti dal marchio Docg. “Noi non vogliamo un vino uguale ogni anno – ha precisato Lisa Lini responsabile delle relazioni esterne per l’azienda – utilizziamo quasi esclusivamente uva coltivata da noi o comunque proveniente dalla Franciacorta”. L’uva in questione possiede in parte anche quel carattere eroico tipico dei vigneti valtellinesi. L’azienda è infatti “sovrastata” dal colle Madonna della Rosa, in cui campeggiano piccoli appezzamenti detti a gradoni: “l’essere riusciti a recuperare con uno sforzo notevole i muretti a secco contrastando una pendenza che raggiunge a volte il 45%  – ha spiegato ancora la Lini – conferisce ora ai nostri terreni e quindi anche ai nostri vini un valore aggiunto”. 

Invecchia almeno un anno e mezzo. Un processo produttivo che dura decine di mesi quello che caratterizza i vini Franciacorta,  fatto di diverse fasi studiate nei minimi particolari:  l’invecchiamento del vino a contatto con i lieviti, che dura almeno 18 mesi (30 nel caso dei vini La Villa, secondo quanto riferito), le diverse inclinazioni in cui viene posta la bottiglia, procedimento possibile grazie ai fori ogivali tipici dei cavalletti in legno. Il tutto abbinato ad un costo comunque abbordabile: “E’ inutile produrre vini – ha infatti concluso Lisa Lini – se poi li possono assaggiare in pochi”.

Angelo Sanna