Home Cultura Arte: Notizie dal mondo dell'Arte La grande danza torna al Maxxi con la Trisha Brown Dance Company

La grande danza torna al Maxxi con la Trisha Brown Dance Company

A due anni di distanza dalla performance con cui nel 2009 la coreografa Sasha Waltz ha mostrato per la prima volta al pubblico le gallerie e gli spazi espositivi del Maxxi, la grande danza ritorna al Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, con una programmazione ricca di eventi, realizzata con il Romaeuropa Festival 2011. Questa volta è Trisha Brown, icona del ballo statunitense acclamata in tutto il mondo, la protagonista dei tre appuntamenti di martedì 18 ottobre (alle 15:00 e alle 18:00), mercoledì 19 ottobre (alle 15:00 e alle 18:00) e sabato 22 ottobre (alle 15:00).

Omaggio ad un’epoca e ad una città – Riconosciuta artista visiva oltre che coreografa e regista, la Brown porta al Maxxi gli “Early Works”, una selezione dei più significativi tra i suoi primi lavori, creati ai tempi della fondazione della sua compagnia nel 1970, appena uscita da quella fucina di grandi talenti che è stata il Judson Dance Theater. Un’occasione per rivivere con la creatività e la fantasia della danza un’epoca di ricerca e sperimentazione, sullo sfondo di una New York che con le sue strade, gli edifici, i tetti, le gallerie, le scuole, i magazzini, si trasforma nella scenografia vivente delle performance della Brown.

Prime italiane – Tra gli altri appuntamenti in programma spiccano alcune prime italiane come “Leaning Duets”, “Leaning Duets II”, sperimentazioni sull’equilibrio e il disequilibrio, che troveranno poi applicazione nel teatro successivo della Brown, e “Scallops”. Lavori pervasi da una soffusa ironia, tratto tipico della coreografa, comune anche al brillantissimo “Spanish Dance”, con colonna sonora “Early Morning Rain” nell’interpretazione di Bob Dylan, e ad “Accumulation” sulla musica “Uncle John’s Band” dei Greateful Dead, considerata un’opera manifesto dell’estetica della Brown. E, ancora, “Sticks” e “Figure 8” che, con le loro architetture ritmiche formali e concettuali, si adattano perfettamente ai luoghi d’arte come musei o gallerie. Coreografie, molte delle quali rivisitate e aggiornate, tutte risalenti agli anni 1970 – 1974, un periodo glorioso e rivoluzionario per la postmodern dance che ha visto in Trisha Brown una delle sue grandi  protagoniste.

Per informazioni e programma: www.fondazionemaxxi.it

Valentina De Simone