This must be the place: l’incredibile connubio tra Paolo Sorrentino e Sean Penn

This must be the placeConosce genericamente il significato dell’olocausto e altrettanto genericamente conosceva suo padre. Cheyenne (Sean Penn) è un personaggio sui generis, un po’ imbambolato, che ha avuto un passato glorioso da rock star ma vive un presente statico fatto solo di ricordi, nascosto dietro il trucco, lo smalto, il rossetto e un’eccentrica capigliatura. Sotto questa maschera però c’è This must be the place: molto più di una semplice rock star nostalgica. “Cerco un criminale nazista che stava ad Auschwitz” dice ad un certo punto Cheyenne. Lui, proprio lui, che conosce l’olocausto e suo padre “in modo molto generico”, tanto da non sapere neppure che quest’ultimo fosse sopravvissuto ad un lager, parte alla ricerca di un uomo che ha fatto il custode ad Auschwitz e ha crudelmente umiliato quel padre con cui non ha parlato per ben trent’anni.

L’incredibile connubio –  Da oggi, nelle sale, il film nato dall’incredibile connubio tra Paolo Sorrentino e Sean Penn: inutile raccontarne la trama, vale la pena vederlo “a sorpresa”. Tra remote digressioni e poetici incontri, si innesta il viaggio “on the road” che Cheyenne intraprende non tanto verso il New Mexico, quanto nella sua interiorità. E come sottofondo, una gelida voce dall’accento tedesco, che puntualmente approfondisce tutto ciò che, diversamente, verrebbe visto con leggerezza. Così la storia passa di padre in figlio, per poi finire nelle mani di quel decrepito carceriere, aguzzino del suo stesso presente nel quale si riflette l’orrore di un passato con cui ora deve fare i conti.
Trailer \”This must be the place\”

Corinna Trione