Tubercolosi: contagi e decessi in diminuzione

Casi in diminuzione. I casi di decesso e contagio dovuti alla tubercolosi stanno diminuendo in tutto il mondo. Lo ha reso noto l’Organizzazione Mondiale della Sanità nel documento “Global tubercolosis control 2011”, nel quale si legge che, a partire dal 2002, “si è registrato un calo di incidenza della patologia, accompagnato da una riduzione del numero di morti, sceso da 1,8 milioni nel 2003 a 1,4 milioni nel 2010”. Secondo l’OMS queste cifre rappresentano “una pietra miliare nella battaglia contro una malattia che colpisce fino a un terzo della popolazione mondiale”, anche se solo una piccola percentuale sviluppa la malattia.

Progressi importanti, ma non bastano. “Gli importanti progressi effettuati (sviluppi nella diagnosi di tubercolosi e di nuovi farmaci e vaccini) dipendono in gran parte dai passi in avanti fatti da Paesi come Cina, Brasile, Kenya e Tanzania”. In Cina – si legge nel report – in particolare, è avvenuto un progresso spettacolare, con un tasso di mortalità sceso di quasi l’80% in 20 anni. “Si tratta di un grosso progresso. Ma non deve essere motivo di compiacimento”, ha spiegato il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon in un comunicato. “Ancora troppi milioni di persone sviluppano la tbc ogni anno e troppi muoiono. Esorto un sostegno serio e duraturo per la prevenzione e la cura della tubercolosi, specialmente per le persone più povere e più vulnerabili”. Tra i problemi più impellenti da risolvere, spiegano dall’Oms, l’antibiotico-resistenza sviluppata dal batterio. Il rapporto ribadisce infine anche la connessione tra Hiv e Tbc: le persone affette dal virus dell’Hiv hanno 34 possibilità in più di sviluppare la Tbc.

Adriana Ruggeri