Bankitalia, Parigi spinge per la scelta del dopo Draghi

La scelta del successore di Mario Draghi alla guida di Bankitalia è ancora un dilemma e neppure gli osservatori internazionali riescono a farsene una ragione, specie chi, come la Francia, inoltre, è interessato a capire i risvolti della guida di Palazzo Koch per il posto che si libererebbe nel board della Bce con un’auspicabile dipartita dell’altro membro italiano, il toscano Lorenzo Bini Smaghi. Se il presidente Napolitano non sta apprezzando questo notevole ritardo, mai chiarito nemmeno negli ultimi incontri con il premier Berlusconi, e il segretario della Lega, Umberto Bossi, e il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, stanno continuando a contrapporre la candidatura del direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli alla promozione dell’attuale direttore generale della banca di via Nazionale, Fabrizio Saccomanni, l’incontro di venerdì a Palazzo Grazioli tra Silvio Berlusconi e Lorenzo Bini Smaghi, il componente italiano del comitato esecutivo della Banca centrale europea, ha elevato ancor più l’incertezza sulla nomina ufficiale del nuovo governatore.
L’immagine internazionale del Belpaese, comunque, non sta beneficiando certamente di questo ennesimo esempio dell’indecisionismo cronico nostrano, sempre più indice di quanto le logiche dettate dalla sopravvivenza politica di qualche schieramento riescano a prendere il sopravvento anche in un periodo così buio per l’economia globale, dove il pragmatismo e il riconoscimento delle competenze e della credibilità personale dovrebbero, invece, farla da padrona.

La Francia ci guarda ed ha fretta. “La questione è sempre seguita con attenzione dall’ambasciata di Francia a Roma”, fanno sapere dal mondo della diplomazia d’oltralpe. La Francia non può restare inerme di fronte alla questione Bini Smaghi, visto che l’italiano lascerà il comitato esecutivo della Bce per fare spazio a un nuovo rappresentante della Francia in sostituzione del presidente Jean-Claude Trichet, quando il 31 ottobre cederà il suo ufficio a Mario Draghi, governatore uscente della Banca d’Italia. Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha fretta e non l’ha nascosto al governo italiano. Se la poltrona assegnata finora ad un italiano nel direttivo della Bce non si liberasse presto, prima dell’abbandono di Trichet il presidente francese potrebbe spingersi a una presa di posizione pubblica. D’altra parte la Francia non ha mai nascosto quanto attenda le dimissioni di Bini Smaghi dalla Bce prima della fine del suo mandato, in modo che il primo novembre gli italiani nel direttivo non si trovino a essere due negando così a Parigi un suo rappresentante.

Marco Notari