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Fini azzoppa il governo: Continuerà a galleggiare

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La fiducia appena incassata dal governo alla Camera, l’urgenza di provvedimenti sul piano economico, il rapporto tra politica e legalità: sono questi alcuni degli argomenti passati in rassegna dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, nel corso di un incontro pubblico di Fli che si è svolto ieri sera a Terracina (provincia di Latina). “Questo governo non si occupa dell’interesse generale – ha scandito il leader di Fli – e se non apre gli occhi, continuerà a galleggiare“.

Governo galleggiante – La fotografia del Paese scattata ieri dal presidente della Camera a Terracina presenta molte zone d’ombra. “E’ un’Italia che ha un governo pienamente legittimato a governare che oggi ha ottenuto la 51esima fiducia – ha detto – ma che, se non apre gli occhi e non prende atto della realtà del Paese, più che governare continuerà a galleggiare. La priorità – ha continuato Fini – è il lavoro e le risposte alla crisi. Se però il governo, quando stila l’agenda, mette prima il processo breve o le intercettazioni, è un governo che non si preoccupa dell’interesse generale. Se poi continua a ritenere che tutto quello che accade dal Po in giù interessa poco, perché l’azionista di maggioranza continua a rappresentare un territorio che non esiste, la Padania, è evidente – ha insistito il leader di Fli – che continua a galleggiare ma non riesce a governare”

No ai tagli lineari – E sulle misure economiche proposte dal ministro Giulio Tremonti per fronteggiare la crisi, il presidente di Montecitorio si è dimostrato assai critico. “Come puoi pensare di tenere i conti pubblici sotto controllo e avere le risorse da investire? – si è domandato l’ex pidiellino – Certamente non con i tagli lineari. Così si offendono tutti e non si offende nessuno, ma si rimane in uno stato di stagnazione, di depressione. Il prossimo decreto Sviluppo non può essere fatto attraverso tagli lineari – ha ribadito Fini – ma deve prevedere investimenti di rilancio. Ovvio quindi che non può essere a costo zero”.

La legge è uguale per tutti – Categorico anche il suo giudizio sui politici coinvolti in procedimenti giudiziari: “Se un ministro, un parlamentare, un consigliere regionale o un sindaco risultano avere problemi con la giustizia – ha spiegato Fini – premesso che un cittadino è presunto innocente fino al terzo grado di giudizio, dovrebbero dimettersi perché la politica ha anche il dovere di dare il buon esempio”. E ancora: “Una riforma della giustizia è necessaria – ha aggiunto il presidente della Camera – ma deve essere nell’interesse dei cittadini non per rendere sempre più difficile la realizzazione del principio per cui la legge è uguale per tutti. Non si può parlare di una riforma della giustizia avendo come principio quello di limitare il potere dei giudici o di rendere più difficile l’accertamento della verità”.

Rispetto per la magistratura – Di più: “Chi ha una carica istituzionale così importante come la presidenza del consiglio – ha precisato Fini – non può dire che la magistratura è un cancro. Bisogna rispettare la magistratura, perché è uno dei pilastri dello Stato. E’ inammissibile – ha concluso il presidente di Montecitorio – che ci sia questo scontro che dura da troppo tempo”.

Maria Saporito