Governo: Polidori, Misiti e Galati alla “corte” del Cavaliere

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:51

Dopo la fiducia incassata alla Camera, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha dato il via all’atteso Consiglio dei ministri nel corso del quale ha trovato il tempo di comunicare ai presenti l’allargamento della squadra di governo. L’ex finiana Catia Polidori, co-protagonista del salvataggio del governo lo scorso 14 dicembre, e Aurelio Misiti, ex dipietrista approdato al Gruppo Misto, sono stati nominati viceministri. Con loro anche Giuseppe Galati, incoronato sottosegretario all’Istruzione. Impietoso il commento delle opposizioni: “Il premier ha pagato le sue cambiali“.

Due nuovi viceministri e un sottosegretario – Credevano di dover parlare di bilanci e rendiconti (oltre che dei dolorosi “tagli lineari” imposti da Tremonti) e invece il premier ha saputo spiazzarli ancora una volta. Nel corso del Cdm di ieri, i membri dell’esecutivo hanno, infatti, appreso – con grande sorpresa – che tre nuovi componenti sarebbero entrati a rinforzare la squadra di governo. Catia Polidori (ex Fli approdata al Gruppo Misto) è stata nominata viceministro allo Sviluppo economico, con delega al Commercio estero, mentre Aurelio Misiti  (malfermo deputato passato dal centrodestra all’Idv e dal Mpa al Gruppo Misto) affiancherà Altero Matteoli come viceministro alle Infrastrutture. Ma non è tutto perché il Cavaliere ha “uscito dal cilindro” anche la terza nomina a sorpresa, quella del pidiellino calabrese Giuseppe Galati a sottosegretario all’Istruzione.

Un banco a Porta Portese – La nomina di Galati ha determinato lo spostamento di Guido Viceconte dal ministero dell’Istruzione a quello dell’Interno. La notizia ha colto di sorpresa tutti e ha spinto molti esponenti dell’opposizione a ironizzare pesantemente sulla vicenda. “La maggioranza si comporta come se avesse aperto un banco al mercato di Porta Portese – ha detto il leader del Pd, Pier Luigi Bersani – Quello di Berlusconi è formalmente e costituzionalmente un governo legittimo, ma ciascuno vede con quali mezzi e mezzucci si arrivi a questo esito”.

Si paga cash – Tranchant anche il commento di Antonio Di Pietro: “Adesso si paga cash e non come il 14 dicembre che c’erano solo le promesse – ha affondato il numero uno dell’Idv – Quando ero magistrato c’erano le bustarelle pagate dai corruttori. Adesso ci sono le nomine ministeriali pagate dagli italiani”. E il centrista Lorenzo Cesa: “Finalmente Berlusconi ha dato la scossa all’economia che ci aspettavamo – ha ironizzato – Una nuova infornata di incarichi ministeriali di cui nessuno sentiva il bisogno. E’ uno schiaffo ai cittadini italiani che vivono il dramma della crisi economica e una vergogna che ha il solo merito di rivelare al Paese il degrado di questo governo”.

Maria Saporito