MotoGP, Australia: Stoner non manca l’appuntamento con la pole. Disastro Rossi

MotoGP, pole Australia – Alla fine si può essere degni campioni del mondo anche finendo secondi. Terminare un turno di qualifiche ufficiali a “soli” 473 decimi dal primo classificato a Phillip Island non è cosa da tutti, soprattutto se il tuo avversario fa di cognome Stoner. Se nelle altre pista del calendario Casey tritura record e limiti, con l’aria di casa diviene praticamente un extraterrestre non toccato dalle naturali leggi della fisica. Il dominio iniziato al secondo minuto delle prove libere non si è più fermato, culminato oggi con una impressionante serie di giri veloci non appena montata la fatidica gomma morbida:1’29?981, 1’29?975 (il più veloce) e un ultimo passaggio in 1’30?026. Nulla da dire se non giù il cappello dinnanzi a tale forma agonistica. Impensabile batterlo qui, impensabile addirittura avvicinarsi eccessivamente al suo ritmo, con il gradino più alto del podio già munito di bandiera australiana.

Tutti a inseguire – Jorge Lorenzo fa quello che può, limita i danni e ritrova la giusta via dopo un venerdì non esattamente positivo. Lo spagnolo sfrutta al massimo tutti i pregi della M1, non sbaglia nulla e cerca di mettere quanta più pressione possibile ai suoi uomini ed avversari. Il secondo posto a poco meno di mezzo secondo è un ottimo risultato, anche se difficilmente riuscirà a giocarsi la prima piazza. In questo modo però la festa iridata del canguro mannaro è rinviata alla Malesia, missione che Jorge si era prefissato già dal giovedì. Terzo posto e terza caduta per il nostro Simoncelli. Marco si è da subito trovato a suo agio con la Rc212V e i tempi nel tabellone gli danno ragione. Speriamo che l’incredibile sequenza di scivolate (una per ogni turno) sia chiusa qua e non si ripeta più domani. Alvaro Bautista riesce addirittura a centrare il quarto tempo, sfruttando al massimo la ghiotta scia di Dovizioso (quinto) e regalando un pò di gioia a tutti gli uomini Suzuki, ancora senza certezze per la stagione 2012.

La crisi continua – Tocca a Nicky Hayden tenere alto l’onore Ducati, segnando il sesto tempo davanti alla Yamaha di Ben Spies (penalizzato dalla spaventosa caduta di inizio turno a 230 chilometri orari). Segue poi un inaspettato Daniel Pedrosa, ottavo e lontano dai suoi due compagni di box. Andando a scorrere la classifica non si può non scuotere la testa dinanzi al tredicesimo tempo di Valentino Rossi, tristemente e perennemente in crisi. Il binomio italiano non trova la via del sorriso neppure in una pista sulla carta favorevole, con il nove volte campione del mondo a suo dire impossibilitato a guidare. Effettivamente anche ad occhi nudo la moto numero 46 appare lenta ed impacciata nei veloci cambi di direzione, segno di una situazione tecnica assolutamente non idonea. Si pensa ad un grave problema con la posizione di guida, acutizzato dall’angolo di 90° gradi tra i cilindri scelto dalla Ducati che limita i cambiamenti e le possibilità di personalizzazione. Certo che pensare questo a fine 2011 è un duro colpo per il morale di tutti gli uomini in rosso, sia in pista che a Borgo Panigale.  A seguire la griglia di partenza:01)Casey Stoner 02)Jorge Lorenzo 03)Marco Simoncelli 04)Alvaro Bautista 05)Andrea Dovizioso 06)Nicky Hayden 07)Ben Spies 08)Dani Pedrosa 09)Colin Edwards 10)Loris Capirossi 11)Randy De Puniet 12)Hiroshi Aoyama 13)Valentino Rossi 14)Cal Crutchlow 15)Karel Abraham 16)Toni Elias 17)Damian Cudlin

Riccardo Cangini