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Sarah: gup respinge richieste, lunedi prossima udienza

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E’ iniziata ieri nell’aula Alessandrini del Palazzo di giustizia di Taranto la prima udienza preliminare per l’omicidio di Sarah Scazzi, la ragazzina di Avetrana uccisa il 26 agosto 2010.

Gup respinge richieste – Dei tredici imputati coinvolti a vario titolo nella vicenda, ieri in aula, in una fase che, come di regola, si svolge a porte chiuse, erano presenti Sabrina Misseri e la madre Cosima Serrano, accusate dell’omicidio, Michele e Carmine Misseri ed il nipote Cosimo Cosma, tutti e tre accusati di concorso nella soppressione di cadavere. Il gup di taranto, Pompeo Carriere, ha respinto tutte le eccezioni avanzate dalla difesa dei 13 imputati, tranne la richiesta, formulata da uno dei difensori di Sabrina Misseri, di completare nella forma dell’incidente probatorio l’accertamento su una macchia rilevata sul sedile posteriore della Opel Astra Station Wagon di Cosima Serrano. Terminata la prima fase dell’udienza, la prossima seduta è prevista per lunedi, durante la quale Sabrina Misseri e Cosima Serrano renderanno dichiarazioni spontanee, a cui seguirà la requisitoria dei pubblici ministeri. Giovedì 20 ottobre, poi, oltre al conferimento della perizia sull’auto di Cosima Serrano, prenderanno la parola le parti civili e alcuni difensori; entro quel giorno dovranno anche essere formulate al gup Carriere le richieste di giudizio con rito abbreviato, che alcuni difensori hanno già preannunciato. Le altre udienze destinate ai difensori degli imputati sono state fissate per lunedì 24 ottobre e giovedì 27 ottobre. Non è escluso che venga fissata una ulteriore udienza preliminare nei primi giorni di novembre, prima della decisione del giudice sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata nei confronti dei 13 imputati.

Vogliamo il colpevole – È passato circa un anno, ma il dolore e la grinta di Concetta Serrano, la mamma di Sarah, non si placano, in attesa che venga accertato il colpevole che ha brutalmente strappato la vita a sua figlia. «Il problema per me non è tanto se Cosima esce dal carcere. In fondo ha vissuto libera fino a qualche mese fa. Il problema per me è conoscere la verità e il colpevole, non un colpevole e che questi si prenda la sua responsabilità», ha commentato ieri pomeriggio Concetta, con la voce ferma e lo sguardo fiero di sempre. Rivolgendosi a Sabrina, poi, ha detto. «Se dice la verità, starà bene lei stessa. Se la verità non continua a dirla, sono certo che Dio Geova farà parlare persino le pietre per far uscire fuori la verità. Perchè se Sarah ha sofferto pochi istanti, la sofferenza che lei potrà provare a non dire la verità sarà un tormento senza pace». Per il cognato Michele Misseri, la donna ha avuto parole ancora più dure: «Mi dà tantissimo fastidio che Michele continui a piangere e a pregare quando parla di Sarah, perchè così continua ad infangare il nome di Sarah». «Un tempo mi faceva pena, – ha proseguito Concetta – ora lui mi fa schifo, come il resto della famiglia, ma la cosa che oggi mi fa più male è che ancora non dicono la verità». L’unico desiderio di mamma Concetta è che giustizia venga fatta, anche se, come afferma lei stessa “la giustizia umana può arrivare fino ad un certo punto, quella divina non ha limiti”. E dello stesso avviso è anche Carmine Misseri, fratello di Michele, l’unico a commentare la prima giornata di udienza davanti ai microfoni de “La vita in diretta”: «Non provo odio nei confronti di Michele – ha detto l’uomo al giornalista Giacinto Pinto – vorrei che dicesse la verità, come è successo, perchè per una telefonata che mi ha fatto mi hanno arrestato». «Sono sereno, sono stato sempre sereno, – ha proseguito – perchè non ho fatto niente in tutta questa faccenda qua». Neanche rivedere il fratello e le due presunte assassine sembra avergli fatto alcun effetto: «Non l’ho guardato nemmeno negli occhi», ha dichiarato Carmine, che ha concluso: «Cerchiamo di vedere dove andiamo a finire».

Francesca Theodosiu