Chi sono gli Indignados

Chi sono gli “Indignados”? Il nome viene da un libro pubblicato nel 2010 in Francia intitolato Indignez-vous! (Indignatevi!) scritto dall’ex militante della Resistenza francese, ambasciatore e uomo politico Stéphane Hessel. Nel libro viene messa sotto accusa la cosiddetta casta: politici, industriali, uomini di Chiesa. I primi “Indignados” hanno manifestato il 15 maggio 2011 a Madrid (da qui il nome spagnolo), ma ci sono diversi gruppi che, in un certo senso, anticipano il movimento degli Indignados. Troviamo associazioni di attivisti informatici, come la  Democracia Real, che contesta il bipartitismo e chiede una nuova legge elettorale proporzionale, diretta a favorire il pluralismo e l’equità. C’è, poi, il gruppo V de Vivienda, un movimento,  nato nel 2005, sviluppatosi soprattutto in rete quando scoppia la bolla immobiliare e che  lotta “per un alloggio degno”. Un terzo movimento, che usa molto il web per comunicare, è quello degli “ipotecados che dà voce a chi per ipoteca, debito bancario o sfratto è sbattuto fuori dalla propria abitazione. Ci sono, poi, i collettivi, costituiti per lo più dalla sinistra intellettuale che protesta in modo radicale contro la precarietà, l’incertezza del lavoro, i bassi salari. Ma è  la  “sinistra autonoma” sindacale che dà vita a un movimento che ha come fine la mobilitazione generale. Più in generale, tra le fila degli Indignados di tutto il mondo ci sono studenti derubati del proprio futuro, disoccupati senza speranze, piccoli imprenditori e lavoratori autonomi spogliati dal fisco, persone sfrattate dalle proprie case, donne espulse dal mercato del lavoro etc. Si tratta di un movimento pacifico che rifiuta la violenza, ma grida: «non siamo una merce nelle mani dei banchieri e dei politici». Gli Indignados pretendono, giustamente, una maggiore partecipazione dei cittadini alla vita politica, un nuovo modello di rappresentanza. «Nessuno ci rappresenta. Il sistema costituzionale è in crisi». Si ravvede, poi, una “parentela” tra gli Indignados e le lotte operaie che hanno caratterizzato gli ultimi tempi. Gli accampamenti nei luoghi pubblici da parte dei manifestanti  riprendono una strategia di protesta da poco adottata dai movimenti operai. C’è, infine, una sorta di continuità per protagonisti, ideologia e comunanza di intenti, tra i “No Global” e gli “Indignados”, entrambi caratterizzati dall’essere dei movimenti globali. Il movimento, dunque, è sorto dall’assommarsi di iniziative da parte di diversi gruppi, da mobilitazioni veloci rese possibili dai socialnetwork, dalla ripresa della recente “tradizione operaia” di accamparsi per ribellarsi. I punti programmatici del movimento degli Indignados sono, fondamentalmente, i seguenti: lavoro e reddito per tutti, diritto all’abitazione, aumento dell’imposizione sulle grandi fortune e sulle banche, rilancio dell’imposta patrimoniale, controllo delle frodi fiscali e della fuga di capitali verso i cosiddetti paradisi fiscali, proibizione di aiuti economici alle banche responsabili della crisi, sanzioni per movimenti speculativi responsabili della crisi economica.  Altri punti importanti sono: la modifica della legge elettorale e delle regole di rappresentanza, la generalizzazione del metodo referendario, etc.

Chi sono gli indignati italiani. Chi sono  le diverse anime della protesta unite dallo slogan contro il debito e la speculazione, il precariato e lo sfruttamento? Sono in 200 mila. Il numero più alto nel mondo. Al quale succede solo la manifestazione portoghese che ha contato un numero di 40.000 manifestanti. In Italia c’e il popolo no tav, quello dei referendum, il popolo delle partita iva; ci sono  i centri sociali, i terremotati dell’Aquila, i cassaintegrati, i precari, gli operai della Fiat e quelli dell’Asinara , gli studenti, i movimenti  operai, decine di associazioni e tanti, tanti altri ancora. Impossibile elencarli tutti. Ci sono le diverse facce dell’Italia, un’Italia assetata di equità e giustizia, di opportunità, di un futuro migliore. C’è un popolo determinato, ricco di idee e proposte.

Giovanna Fraccalvieri