Il giornalismo all’epoca dell’iPhone

Giornalismo e iPhone. Con l’avvento degli smartphone e l’uso quotidiano di videocamere integrate, iPad e iPhone, il lavoro del giornalista ha subito modifiche a dir poco epocali: sono ormai lontani i tempi dei reporter di guerra, non c’è più bisogno di cinepresa e teleobiettivo. In realtà non c’è più bisogno nemmeno di essere un giornalista professionista. Ora basta un iPhone. Lo scatto della foto, l’invio del filmato in tempo reale, il “tweet”  per documentare una rivoluzione in atto sono alla portata di tutti perché inclusi di serie nei tecno-gadget del momento. Indubbiamente gli elementi che permettono (o sarebbe meglio dire permettevano) al professionista di distinguersi dal dilettante erano la capacità, l’inventiva e la prontezza; tutte doti che si affinano grazie all’esperienza sul campo ma con le quali o ci si nasce o c’è poco da fare . Per questo motivo la Apple ha creato nuove apps dedicate ai reporter intenzionati ad approfittare della riduzione di tempi e costi per la realizzazione del pezzo.

Foto e video da un continente all’altro. Partiamo prima di tutto dalle foto, che possono essere modificate, creando uno screenshot della foto ritagliata, direttamente in fase di sviluppo semplicemente con la fotocamera di un iPhone4. E per i video? Si va dall’invio in streaming tramite l’app di Skype con videochiamata, all’uso di  Unstream che, tramite l’apposita applicazione, permette la trasmissione direttamente alla pagina web della testata e, quindi, l’immediata condivisione sui social. Infine doveroso citare VeriCorder, la app che permette di modificare e assemblare tutti gli audio registrati e inviarli direttamente in redazione dallo stesso strumento usato per ogni fase di lavoro: il telefonino. L’unica cosa che manca è una storia interessante da raccontare, ma per quella bisogna essere veramente giornalisti nati.

Rossana Prezioso