Indignados nel mondo

Gli indignados hanno manifestato in tutto il mondo in maniera pacifica contro il sistemna bancario e le speculazioni finanziarie che stanno distruggendo la vita di milioni di persone. In alcune città ci sono stati disordini e violenze, ma solo a Roma la violenza ha avuto il sopravvento sulla manifestazione pacifica. Gli Indignati hanno manifestato in 952 città sparse in 82 Paesi del mondo. Milioni di persone sono scese in piazza contro la crisi economica, il precariato, la totale assenza di prospettive, le ingiustizie dell’attuale sistema socio-economico. Da Sidney a Taiwan, da New York a Madrid si infiammano le piazze di tutto il mondo. A New York la protesta si è concentrata attorno al distretto finanziario di Manhattan, blindato dalla polizia. Gli Indignati si sono dati appuntamento al quartier generale di Zuccotti Park e davanti alla sede della Chase Bank, una delle grandi banche beneficiarie del salvataggio da parte dello Stato. «Le banche sono salve, noi no», urlavano i manifestanti. A Sydney circa duemila persone, tra cui rappresentanti degli aborigeni, partiti comunisti e organizzazioni sindacali, hanno protestato fuori dalla Banca Centrale. A Tokyo si è sentita a gran voce la protesta degli antinuclearisti, indignati dopo la strage di Fukushima. A Londra gli organizzatori della protesta avrebbero voluto allestire un campo davanti alla Borsa, ma agenti di polizia hanno impedito loro l’accesso. Sugli striscioni dei manifestanti si legge: «Noi siamo il 99%’ e i banchieri vengono salvati, noi venduti». Julian Assange è sceso in piazza con gli “Indignati”; queste le parole del fondatore di Wilikeaks «Oggi è una combinazione di sogni che si avvera, che molti popoli in giro per il mondo, dal Cairo a Londra, hanno lavorato perché diventassero realtà. Quello a cui siamo stati sottoposti è una distruzione dello stato di diritto. Questo movimento non è per la distruzione della legge, ma per la costruzione della legge», . A Torino alcune centinaia di manifestanti hanno presidiato il palazzo della Regione Piemonte; non potevano mancare gli esponenti del movimento No-Tav. A Manila un piccolo gruppo di manifestanti si è diretto verso l’ambasciata americana con slogan come «Abbasso l’imperialismo americano» e «Filippine non in vendita». A Francoforte circa 6mila manifestanti si sono dati appuntamento davanti alla sede della Banca centrale europea (BCE), dove si erge il grande simbolo blu e giallo dell’euro. «Non svendiamo la democrazia alla BCE», recita un cartellone, o «Rompiamo la dittatura del capitalismo» si legge su un altro.

Giovanna Fraccalvieri