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Julian Assange indignato londinese

Julian Assange indiganto a Londra– Sono 951 le città, di 82 diversi Paesi differenti,  in cui oggi  gli “indignados” hanno espresso  tutto il  loro dissenso verso la crisi globale e verso il modo di gestirla dei capi di Governo. Ovunque si susseguono manifestazioni, dibattiti, raduni e anche qualche scontro.Soggette ad ccupazione  anche le più note vie dei centri metropolitani, così come le loro piazze più prestigiose. Da Roma a Berlino, da Amsterdam a Madrid, passando per Londra, tutti pronti ad indignarsi contro la crisi che ormai da tempo ha investito i vecchi e i nuovi continenti. Al fianco degli indignati anche grandi personalità della società di oggi, che hanno sfilato nei cortei dimostrando il loro appoggio all’iniziativa.

Londra – In particolare a Londra è comparso tra le file dei manifestanti Julian Assange, il fondatore di Wikileaks, che dal sagrato della cattedrale di St. Paul ha parlato ai giovani radunati nella City. “Questo movimento non è per la distruzione della legge, ma per la costruzione della legge”, ha detto alla folla con un megafono alla mano. Acclamato a gran voce dai giovani indignati britannici, il capo di Wikileaks ha poi continuato: “Oggi è una combinazione di sogni che si avvera, che molti popoli in giro per il mondo, dal Cairo a Londra, hanno lavorato perchè diventassero realtà. Quello a cui siamo stati sottoposti è una distruzione dello stato di diritto”.  La piazza è esplosa in un lungo applauso ed in una vera e propria ovazione. Prima della sua arringa, Assange era stato fermato dalla polizia che gli ha impedito di indossare la maschera, simbolo della manifestazione londinese, per rendersi riconoscibile. Successivamente si è poi dileguato, circondato dalle sue guardie del corpo.

 

Maria Rosa Tamborrino